Incontro USA-Cina: Trump si prepara a “colloqui produttivi”

Pubblicato il 28 giugno 2019 alle 18:54 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che spera di riprendere “colloqui produttivi” con il presidente cinese Xi Jinping in merito alla guerra commerciale tra i due Paesi, che rischia di danneggiare la crescita economica globale, ma ha anche chiarito che non può fare alcuna promessa riguardo ad un’ipotetica tregua dall’aumento delle tariffe.

La questione è tornata in auge in occasione del summit del G20 ad Osaka, in Giappone, dove Trump e Xi si sono incontrati di sfuggita e si sono preparati per i colloqui individuali di sabato 29 giugno. Per porre le basi della discussione, il vicepremier cinese Liu He ha incontrato, venerdì 28 giugno, il segretario del Tesoro americano, Steven Mnuchin, e il rappresentante commerciale Robert Lighthizer presso l’hotel dove soggiornava la delegazione degli Stati Uniti.

Le aspettative che le due maggiori economie del mondo possano alleviare le tensioni non sono troppo alte. “Come minimo sarà produttivo. Vedremo cosa accadrà e cosa ne verrà fuori”, ha detto Trump ai giornalisti chiarendo che la sua priorità sono accordi commerciali a due vie con diversi Paesi del mondo per rilanciare l’economia degli Stati Uniti. Alla domanda se volesse promettere a Xi una sospensione di sei mesi per l’imposizione di nuove tariffe, Trump ha risposto “No”, in maniera secca.

Il presidente americano ha già imposto dazi alle importazioni cinesi per 250 miliardi di dollari e minaccia di estenderli ad altri 300 miliardi, in pratica tutto ciò che la Cina esporta negli Stati Uniti. Pechino, a sua volta, ha risposto con l’imposizione di una serie di tariffe sulle importazioni statunitensi.

In Cina, il portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha detto che spera che il lato americano possa incontrare la Cina a metà strada. “Questo potrebbe soddisfare gli interessi di entrambi i Paesi ed è ciò che anche la comunità internazionale spera”, ha riferito in conferenza stampa.

Dal 9 maggio, giorno in cui il presidente americano Donald Trump ha incontrato la sua controparte cinese in un ultimo round cruciale di negoziati nella capitale statunitense, nessun altro colloquio era stato programmato tra i principali negoziatori dei due Paesi. In seguito all’incontro si è di fatto determinata una situazione di stallo, con Washington che, proprio il 10 maggio, ha imposto una serie di nuovi dazi sui prodotti cinesi per un valore di 250 miliardi di dollari, tassando praticamente quasi tutte le importazioni dalla Cina. Successivamente, il 13 maggio, anche Pechino ha annunciato l’aumento delle tariffe su una serie di prodotti provenienti dagli Stati uniti, per un totale di 60 miliardi di dollari.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Vista l’esclusione dell’Europa, di Canada e Messico, dell’Australia, Corea del Sud, Argentina e Brasile da questa tassazione, la decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”.

Un’ulteriore trance di tariffe è stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018, tariffe del 25% su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, sono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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