G20: Bolsonaro contro Merkel

Pubblicato il 28 giugno 2019 alle 8:03 in Brasile Germania

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Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha reagito con durezza alle critiche da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel per quanto riguarda la deforestazione nel paese sudamericano e ha detto che il suo governo non accetta “lezioni o rimproveri” da parte di altre nazioni.

“Abbiamo esempi da dare alla Germania, anche sulla politica ambientale, la sua industria continua a essere fossile, in gran parte carbone, e la nostra non lo è, quindi devono imparare molto da noi prima di criticarci” – ha dichiarato alla stampa il presidente brasiliano al suo arrivo ad Osaka per partecipare al vertice del G20.

Bolsonaro ha ribadito che non accetterà le rimproveri da altri leader mondiali: “Il presidente del Brasile che è qui  oggi non è come i predecessori, che veniva indirizzati e avvertiti da altri paesi, la situazione ora è di rispetto per il Brasile, non accetteremo lo stesso trattamento che ci è stato riservato in passato”.

Il presidente del Brasile ha risposto alle dichiarazioni effettuate da Angela Merkel al parlamento tedesco il 26 giugno scorso, quando ha descritto come “drammatico” ciò che sta accadendo in Brasile in relazione all’ambiente. “Prendo atto con grande preoccupazione delle decisioni e delle azioni del presidente brasiliano e, quando lo incontrerò, coglierò l’occasione del G20 di avere una discussione chiara con lui” –aveva detto la cancelliera.

Merkel aveva affermato che farà tutto il possibile per influenzare le politiche ambientali del Brasile, ma ha escluso il ricorso al blocco dell’accordo tra l’Unione europea e il Mercosur (Mercato comune del Sud, di cui Brasilia è il principale partner) come misura per fare pressione sui paesi sudamericani.

La Germania è, insieme alla Norvegia, uno dei paesi che investono più risorse nel Fondo Amazzonia, uno strumento del governo brasiliano che raccoglie fondi internazionali per preservare la più grande foresta pluviale del mondo. I due paesi hanno criticato i cambiamenti che il governo di Bolsonaro intende attuare in questo sistema.

All’inizio di gennaio, non appena insediatosi Bolsonaro, il suo ministro dell’Ambiente, Ricardo Salles, aveva difeso la possibilità di costruire ferrovie e strutture per il trasporto di energia all’interno delle aree protette, Amazzonia inclusa, qualcosa finora vietato dalla legge brasiliana. Nell’ultimo mese poi, i dati sulla deforestazione dell’Amazzonia, aumentata del 20% nei primi mesi del governo Bolsonaro rispetto alla precedente amministrazione Temer, hanno suscitato grandi polemiche. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione non governativa Imazon, le immagini satellitari rese pubbliche il 28 maggio scorso hanno rivelato che la regione ha perso 2.169 chilometri quadrati di foresta tra agosto e aprile, un aumento appunto del 20% rispetto ai 1.807 chilometri quadrati persi nello stesso periodo dell’anno precedente.

La leader tedesca non è l’unico rappresentante europeo preoccupato per le nuove politiche ambientali del governo del Brasile; Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto al suo arrivo a Osaka che la Francia non firmerà l’accordo commerciale con il Mercosur se il Brasile uscirà dall’Accordo di Parigi per combattere il cambiamento climatico. I rappresentanti di Brasile e Argentina, i due paesi del Mercosur membri del G20, tuttavia, ritengono che Parigi, a differenza di Berlino, sfrutta le polemiche sull’ambiente per ritardare la firma dell’accordo UE-Mercosur, un patto cui la Francia si è sempre opposta.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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