Filippine: esplosione in una base militare, si teme responsabilità dell’ISIS

Pubblicato il 28 giugno 2019 alle 19:35 in Asia Filippine

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un’esplosione in una base militare nelle Filippine ha ucciso 3 soldati e ne ha feriti 9, venerdì 28 giugno, in una regione nel sud del Paese, afflitta dalla violenza islamista. L’attacco è avvenuto verso mezzogiorno nell’arcipelago di Sulu, dove il gruppo militante Abu Sayyaf, fedele allo Stato Islamico e noto anche per rapimenti e pirateria, risulta particolarmente attivo. Riguardo all’esplosione di oggi, tuttavia, non c’è stata ancora nessuna rivendicazione immediata di responsabilità.

“Le forze di sicurezza devono ancora stabilire le circostanze dell’accaduto e devono identificare i responsabili di questo tremendo attacco”, ha chiarito il capo del commando di Mindanao Occidentale, Cirilito Sobejana, con una dichiarazione. “Intensificheremo le nostre offensive per annientare i gruppi terroristici”, ha aggiunto in seguito.

Il governo ha ritenuto responsabile Abu Sayyaf anche dell’ultimo attentato verificatosi nel Paese il 27 gennaio. Quel giorno, un gruppo di militanti ha fatto esplodere due bombe nei pressi di una cattedrale di Jolo, durante la messa domenicale, uccidendo 23 persone e ferendone oltre 110. I due attacchi sono avvenuti uno all’interno della struttura e uno nella piazza, mentre le forze governative venivano mobilitate sul posto per far fronte alla prima detonazione. Secondo la polizia, le esplosioni sono state causate da ordigni esplosivi improvvisati. 

In Bangsamoro (Jolo, Basilan e Mindanao) sono operativi vari gruppi armati e paramilitari separatisti islamici, il più pericolo dei quali è, allo stato attuale, Abu Sayyaf, che viene contrastato attivamente tanto dalle forze nazionali quanto da quelle statunitensi. Sul territorio, per quasi 30 anni, tali gruppi musulmani sono insorti contro lo Stato a ispirazione cattolica delle Filippine.

Abu Sayyaf è un’organizzazione militante musulmana, che ha giurato fedeltà allo Stato islamico e che è nota per rapimenti ed altre azioni violente. Il gruppo paramilitare si fonda su un’ideologia separatista ed è situato per lo più nel sud dell’arcipelago delle Filippine, nella zona di Mindanao. Le attività principali del gruppo sono banditismo e pirateria. I proventi ricavati dalle attività illecite vengono utilizzati per acquistare armi moderne e barche veloci, che diventano difficili da intercettare per l’esercito dotato di mezzi più lenti. Le imbarcazioni indonesiane, malesi e vietnamite subiscono spesso attacchi dal gruppo e gli equipaggi vengono frequentemente tenuti in ostaggio. Il governo delle Filippine si sta impegnando molto nella lotta alla pirateria e ha chiesto più volte l’aiuto della comunità internazionale per incrementare i controlli in mare.

Il governo di Manila ha mantenuto la legge marziale in tutte le parti del sud per frenare l’influenza dello Stato islamico e decenni di banditismo di Abu Sayyaf. La regione di Sulu, che di base è molto povera, ospita la maggior parte dei membri della minoranza musulmana del Paese, a maggioranza cattolico.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.