Azerbaigian: aumentano salari e pensioni, timori per l’inflazione

Pubblicato il 28 giugno 2019 alle 6:30 in Asia Azerbaigian

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Per la seconda volta quest’anno, il governo dell’Azerbaigian aumenterà i salari e le pensioni. Gli aumenti, che avranno effetto entro la fine dell’estate e sono frutto dei tagli all’amministrazione e alle spese della politica, hanno suscitato timori di aumento dell’inflazione e di una possibile svalutazione del manat, la moneta azera.

In aprile, la pensione minima è quasi raddoppiata, passando da 73  a 130 manat (da 40 a 71 euro circa) e il salario minimo è salito da 130 a 180 manat al mese (da 71 a 100 euro, al cambio del 26 giugno). Il 18 giugno, il presidente Ilham Aliyev ha annunciato un nuovo decreto volto ad aumentare il salario minimo mensile a 250 manat (quasi 140 euro) e la pensione minima a 200 manat (110 euro) a partire dal 1 settembre, un ulteriore aumento di quasi il 40%.

I nuovi aumenti andranno a beneficio di 2,1 milioni di azeri: 1,35 milioni per l’aumento del salario minimo e 750.000 per quello della pensione minima, secondo quanto ha reso noto il Ministero del lavoro e della previdenza sociale di Baku. Il precedente aumento, ad aprile, aveva riguardato più di tre milioni di persone, ha comunicato il ministero.

L’aumento degli stipendi costerà al governo dell’Azerbaigian altri quattro miliardi di manats, ha detto ad AzTV Hadi Rajabli, presidente della Commissione parlamentare per il lavoro e le politiche sociali. I fondi deriveranno dai risparmi generati dalla riforma della struttura presidenziale e dalle riforme per la trasparenza, un’iniziativa che ha eliminato diverse istituzioni governative all’inizio di quest’anno, riducendo i costi dell’amministrazione e della politica.

Mentre l’aumento di salari e pensioni rappresenta una svolta molto positiva per molti azeri, le stesse misure hanno suscitato preoccupazione tra gli economisti, che temono un’ulteriore balzo di un’inflazione che, ridotta all’1,7% a gennaio dopo aver superato il 3% mensile a giugno 2018, ha ripreso a crescere negli ultimi mesi (2,4% ad aprile e maggio), secondo i dati del Comitato Statale di statistica. Un dato che alcuni analisti stimano significativamente più alto. Gubad Ibadoglu, economista della Rutgers University, ha detto al network Eurasianet all’inizio di quest’anno che il tasso di inflazione reale nel paese è un minimo di quattro a cinque volte superiore al tasso ufficiale dato dal governo.

Le autorità smentiscono questi dati e cercano di dimostrare la poca fondatezza di tali preoccupazioni. Il deputato Rufat Guliyev ha dichiarato al sito web di notizie oxu.az che la misura voluta dal governo “non significa che con l’aumento dei salari, i prezzi aumenteranno drammaticamente di conseguenza. Potrebbe verificarsi un leggero impatto sulle merci dopo un certo periodo di tempo”. Responsabili di forti aumenti dei prezzi delle merci sono, a suo dire, gli importatori e ha affermato che l’organismo anti-monopoli di Stato dovrebbe affrontare il problema.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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