Arrestato e rimpatriato un foreign fighter italiano

Pubblicato il 28 giugno 2019 alle 14:56 in Italia Siria

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Samir Bougana, un foreign fighters italiano, è stato rimpatriato, giovedì 27 giugno, dopo essere stato arrestato in Siria.

Il ragazzo ha 25 anni ed è di origini marocchine. Bougana nasce a Gavardo, vicino Brescia, e si trasferisce all’età di 16 anni in Germania, dove inizia ad avvicinarsi all’ideologia jihadista, frequentando alcune moschee. A 19 anni si radicalizza e parte con la moglie per la Siria, nel 2013. Ha combattuto prima per una milizia affiliata ad Al Qaeda e poi con l’ISIS. I procuratori di Brescia avevano aperto un’inchiesta su di lui nel 2015 a seguito della quale era stato emesso un mandato di cattura. È rientrato in Italia grazie alla cooperazione tra le autorità italiane e l’FBI, che sono entrate in contatto con le forze curdo-siriane a cui Bougana si era arreso nell’agosto 2018.

“Si è radicalizzato in Germania e attraverso internet. Si è addestrato militarmente nella Siria del nord in una sorta di comunità dei foreign fighters denominata”, secondo quanto ha riferito in una conferenza stampa, il procuratore di Brescia Carlo Nocerino. “È accusato di partecipazione all’attività terroristica dell’Isis ed è il primo foreign fighter italiano che voleva tornare in Italia dopo aver combattuto per l’Isis”, ha sottolineato il procuratore. “Le alternative al suo ritorno in Italia erano inaccettabili per la nostra costituzione e per questo ora è sotto il nostro controllo e sarà interrogato”, ha aggiunto il sostituto procuratore di Brescia, Erica Battaglia, a capo dell’inchiesta. 

“Le nostre accuse nei suoi confronti sono state avvalorate da un giudice. Bougana ha sempre reso dichiarazioni che hanno confermato il quadro accusatorio anche attraverso interviste alla stampa”, ha aggiunto il magistrato bresciano. Durante tali interviste, Bougana aveva raccontato di aver militato 4 anni nello Stato Islamico. “Ora ci potrà spiegare le tecniche di addestramento che potranno esserci utili per nuove indagini”, ha spiegato il pm. Secondo quanto riporta l’ultima Relazione dei Servizi di informazione e sicurezza italiani, i “combattenti stranieri’ nell’area siro-irachena si attestavano “intorno agli 8.000” e si stimava che fossero 2.600 gli “europei dello spazio Schengen” che erano partiti per la jihad nella regione controllata dallo Stato Islamico.

Le Syrian Democratic Forces (SDF), sostenute dalla coalizione a guida USA, hanno progressivamente liberato le roccaforti dello Stato Islamico in Siria e in Iraq. Le SDF hanno partecipato alla liberazione delle principali roccaforti dell’organizzazione terroristica in Siria, in particolare Raqqa, il 17 ottobre 2017, Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, e Albu Kamal, il 19 novembre 2017. Dopo numerosi altri scontri, sabato 23 marzo 2019, le SDF hanno ufficialmente riconquistato Baghouz ponendo fine al califfato jihadista. La liberazione di tale roccaforte ha rappresentato un evento decisivo nella lotta contro i terroristi i quali, tuttavia, secondo noti ufficiali occidentali, continueranno a porre una grave minaccia.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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