Afghanistan: 9 leader talebani uccisi in un attacco aereo

Pubblicato il 28 giugno 2019 alle 20:06 in Afghanistan Asia

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Almeno 9 comandanti chiave del gruppo dei talebani sono stati uccisi, giovedì 27 giugno, in una serie di attacchi aerei condotti dalle forze afghane nella provincia centrale di Logar.

Secondo quanto riferito da un portavoce del Ministero della Difesa, Rohullah Ahmadzai, tra i morti ci sono Haji Lala, designato dai talebani governatore di Logar, i suoi due vice e il capo dell’intelligence, nominato dal gruppo, per le province di Ghazni, Logar, Khost, Paktia e Kabul, Mawlawi Shams-ur-Rahman. Altri cinque leader, di cui non è stata specificata l’identità, sono morti nell’offensiva del governo afghano. Almeno 12 combattenti, poi, sono rimasti feriti. Dal canto loro, i talebani hanno negato le dichiarazioni.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Il 21 agosto 2017, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan, che prevedeva la permanenza nel Paese per eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione e stabilizzare il Paese asiatico. Tuttavia, il 20 dicembre 2018 un funzionario USA aveva comunicato che Trump aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Il giorno precedente, il capo di Stato americano aveva annunciato il ritiro di tutte le truppe USA dalla Siria. Da parte sua, il 9 maggio la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. 

Futuri colloqui di pace tra talebani e Stati Uniti sono previsti per sabato 29 giugno e verteranno, secondo quanto rivelato da fonti interne al movimento, sul ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan e sul progressivo arresto degli attacchi terroristici nel Paese.

I negoziati, che rappresentano il settimo round di incontri tra le due parti, si terranno a Doha, capitale del Qatar, e cercheranno di portare a termine la firma di un trattato di pace, in discussione da ottobre 2018, che metta fine a 18 anni di guerra. “Una volta annunciato il calendario per il ritiro delle forze straniere, i colloqui entreranno automaticamente nella fase successiva”, ha affermato Sohail Shaheen, portavoce dell’ufficio politico dei talebani a Doha. “Non abbiamo bisogno di aspettare il completamento del ritiro. Sia il ritiro delle truppe sia i colloqui potranno andare avanti simultaneamente”, ha aggiunto l’uomo.

L’argomento centrale dei prossimi incontri sarà dunque stabilire una data precisa per la smobilitazione delle forze armate straniere e statunitensi dall’Afghanistan. Un altro tema riguarda la garanzia che i talebani dovranno offrire in cambio del ritiro americano affinché non si verifichino più attacchi terroristici e affinché il Paese non venga utilizzato come base per le offensive dei militanti islamici. Infine, gli ultimi due punti da affrontare sono il cessate il fuoco e i colloqui di pace tra le due fazioni afghane rivali, quella dei ribelli e quella del governo supportato dall’Occidente. I talebani rifiutano da anni i colloqui con le autorità di Kabul, accusandole di essere “burattini” delle potenze occidentali e ingaggiando contro di loro una dura guerra d’opposizione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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