Venezuela: sventato nuovo golpe contro Maduro

Pubblicato il 27 giugno 2019 alle 9:04 in America Latina Venezuela

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Il governo di Caracas ha denunciato mercoledì 26 giugno un nuovo tentativo di assassinare il presidente Nicolás Maduro e rimuoverlo dal potere con la forza. Il presunto tentativo di golpe è stato sventato dalle forze di sicurezza. “Noi abbiamo rivelato, smantellato e catturato una banda fascista di terroristi che hanno pianificato un colpo di stato contro la società e la democrazia venezuelana. Essi sono stati catturati, sono dietro le sbarre, su di loro abbiamo prove chiarissime” – ha dichiarato Maduro parlando al paese in una trasmissione televisiva.

In precedenza il ministro delle Comunicazioni Jorge Rodríguez, aveva affermato in una conferenza stampa che il piano prevedeva la sollevazione di due battaglioni, la presa della base Francisco de Miranda alle porte di Caracas, l’attacco alla sede del Servizio di Intelligence Bolivariano (Sebin), la liberazione del generale Raúl Isaías Baduel, ex ministro della difesa che è stato arrestato dai accuse di corruzione nel 2009, dopo aver preso le distanze da Hugo Chávez e dal suo progetto politico, per cui è considerato dall’opposizione un prigioniero politico. La scommessa dei cospiratori, secondo Rodríguez, era che l’alto ufficiale assumesse il potere.

Il ministro ha mostrato inoltre video registrati segretamente durante le conversazioni di presunti cospiratori, tra i quali, ha detto, il leader dell’opposizione Juan Guaidó e leader politici dal Cile, dalla Colombia e dagli Stati Uniti. Secondo la versione del chavismo, il piano includeva l’assassinio di Maduro e altri leader, tra cui Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea nazionale costituente.

Rodríguez ha aggiunto che grazie al lavoro di intelligence, sono state ottenute 56 ore di videoconferenze alle quali hanno partecipato i militari cospiratori, il Presidente dell’Assemblea Nazionale e leader dell’opposizione, Juan Guaidó e uno dei figli del generale Baduel.

Un’altro cospiratore sarebbe il generale Báez, rifugiato da tempo a Santo Domingo. Nel suo intervento televisivo il presidente venezuelano ha esortato il suo omologo dominicano, Danilo Medina, a estradare il generale in pensione Eduardo José Báez, accusato della pianificazione del tentato colpo di stato e di tentato omicidio contro lo stesso Maduro.

Già venerdì scorso, 21 giugno, poche ore prima che l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Michelle Bachelet, lasciasse il paese, erano stati arrestati senza mandato diversi ufficiali delle Forze armate nazionali: i colonnelli in pensione dell’aviazione Miguel Castillo Cedeño e Francisco Torres Escalona, il capitano dicorvetta Rafael Acosta Arévalo, il Generale di Brigata dell’Aviazione Miguel Mora Sisco, direttore del Servizio Autonomo dell’Aeroporto dello stato di Aragua e due funzionari della Corpo di Indagini scientifiche, penali e criminologiche (CICPC) della polizia, José Miguel Valladares e Ibarreto.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione