Spagna: Zapatero pronto a mediare con gli indipendentisti

Pubblicato il 27 giugno 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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L’ex primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero ha affermato martedì 25 giugno in un’intervista alla radio Rac-1 di aver mantenuto contatti telefonici con l’ex vicepresidente della Generalitat Oriol Junqueras, attualmente in carcere in attesa di sentenza per il processo ai responsabili del referendum indipendentista illegale del 1 ottobre 2017. Una  sentenza di cui ha chiesto che “non comprometta il dialogo” perché secondo Zapatero il dialogo è l’unico modo per affrontare il conflitto catalano.

“Mi auguro, nel rispetto della Corte Suprema, una sentenza che ci permetta di recuperare la convivenza necessaria e benefica” ha dichiarato Zapatero, che alla domanda circa eventuali indulti ai politici catalani in carcere ha assicurato di essere “a favore di tale misare, se richiesto”.

Zapatero, che non ha rivelato il contenuto della sua conversazione con Junqueras, si è limitato a riferire che il leader repubblicano catalano è “aperto al dialogo e al confronto”.

L’ex presidente del governo si è definito “militante del dialogo e della comprensione con la Catalogna”. “Voglio dialogare” – ha sottolineato e, in questo contesto, ha difeso l’idea che solo in un “contesto di dialogo possiamo fornire soluzioni” per il conflitto catalano. Pertanto, Zapatero si è detto disposto a partecipare a un “dibattito pubblico” sulla Catalogna, per il quale si è impegnato a creare una “relazione rinnovata”, e ha chiesto ai partiti indipendentisti di “non attuare un piano d’azione per l’indipendenza”.

L’ex premier ha anche sostenuto che “ci possono essere avvicinamento e accordo” con i partiti indipendentisti al Congresso dei Deputati per una possibile investitura di Pedro Sánchez. “Fanno parte dell’arco parlamentare”, ha adfermato l’ex leader del PSOE, che allo stesso tempo ha sottolineato che il premier incaricato “ha la capacità di ottenere diversi appoggi in parlamento”.

Dopo aver confermato il suo contatto con Junqueras, l’ex Primo Ministro ha dichiarato che “la situazione più complicata” che lo Stato deve ancora affrontare è quella di Carles Puigdemont, fuggito in Belgio. “Che un presidente, che si sente presidente, sia dov’è e con le condizioni politiche e giurisdizionali in cui si trova, è complicato”, ha spiegato, pur confermando che non ha parlato con l’ex presidente catalano, anche se ha “un amico in comune”.

Alla domanda circa la possibilità di un auto – determinazione referendum in Catalogna, Zapatero ha dimostrato contro quella che considera “una falsa partenza di un dibattito” e che “non è il miglior esempio di una buona cultura democratica”. “La democrazia è convivenza, cercare l’unità, il modo migliore per convivere non è contare, è cercare unità”, ha sottolineato.

Il governo socialista di Pedro Sánchez, impegnato in un difficile negoziato per ottenere l’investitura alle Cortes, non ha commentato l’iniziativa di Zapatero, che ha invece suscitato dure polemiche da parte dell’opposizione liberale e popolare.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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