Serraj incontra l’Unione Africana per discutere la crisi libica

Pubblicato il 27 giugno 2019 alle 12:56 in Africa Libia

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Durante il loro l’ultimo incontro, il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fayez Al-Sarraj, ha invitato l’Unione africana (AU) a esprimersi riguardo alla crisi in corso in Libia.  

Serraj ha quindi invitato l’Alto Comitato dell’Unione Africana sulla Libia, l’organo creato appositamente per monitorare la situazione nel Paese Nordafricano scosso dai conflitti, a rafforzare la propria posizione nei confronti dell’assalto contro la capitale, Tripoli. Le osservazioni del premier del GNA sono arrivate durante l’incontro con il capo del Comitato e con il presidente del Congo, a Brazzaville, il 26 giugno. Durante tale riunione, sono stati discussi gli sviluppi dell’attuale situazione relativa ai combattimenti in corso a Tripoli e i possibili sforzi del Comitato dell’Unione Africana per trovare una soluzione alla crisi in Libia.

Il presidente congolese ha accolto favorevolmente l’iniziativa diplomatica presentata da Al-Sarraj, affermando che non ci può essere una soluzione militare in Libia. Da parte sua, il premier di Tripoli ha informato il presidente su quali Paesi sostengono le forze di Haftar e sulle tattiche di difesa e protezione dello Stato messe in atto dalle forze armate libiche, che si trovano sotto il comando del suo governo. “So che la soluzione deve essere politica e la mia iniziativa aprirà la strada a una conferenza nazionale che accoglierà tutti i libici che credono nella democrazia e nello Stato civile, non in quelli che credono nelle soluzioni militari”, ha dichiarato Al-Sarraj. Il premier ha poi sottolineato che tale piano avrebbe aperto la strada alle elezioni, che Serraj prevede possano tenersi entro la fine del 2019.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar, a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.    

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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