La coalizione a guida USA contro l’ISIS ha causato più di 1.319 vittime civili

Pubblicato il 27 giugno 2019 alle 20:15 in Siria USA e Canada

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La coalizione a guida statunitense che ha condotto la lotta contro lo Stato Islamico in Iraq e in Siria ha ammesso di aver “ucciso involontariamente” almeno 1.319 civili dal 2014. Il numero è stato, però, più volte contestato.

“La coalizione ha condotto 34.514 attacchi tra l’agosto 2014 e la fine di maggio 2019”, si legge in una nota della coalizione. Durante questo periodo, “abbiamo valutato che almeno 1.319 civili sono rimasti uccisi involontariamente dagli attacchi”. La coalizione, che ha ripetutamente insistito sull’aver fatto tutto il possibile per evitare la morte di persone innocenti, ha dichiarato di star ancora valutando 159 ulteriori segnalazioni di vittime civili.

Secondo quanto riporta il quotidiano, The New Arab, tale cifra è di gran lunga inferiore al numero di morti riferito dai gruppi per la tutela dei diritti umani che hanno monitorato il conflitto nei due Paesi. Airwars, una ONG che monitora le vittime civili degli attacchi aerei in tutto il mondo, stima che oltre 8.000 civili siano stati uccisi nei raid della coalizione – una cifra molto più alta di quella che è stata rivelata dalla coalizione. In un rapporto pubblicato il 25 aprile, Amnesty International e Airwars hanno rivelato i dati da loro raccolti, secondo cui gli attacchi della coalizione hanno ucciso più di 1.600 civili, solo negli assalti contro la città siriana di Raqqa, durati quattro mesi.

La coalizione internazionale a guida americana è stata creata nel settembre 2014 con lo scopo di sconfiggere l’ISIS. Le Syrian Democratic Forces hanno rappresentato un alleato indispensabile per raggiungere tale obiettivo. Dopo la liberazione delle principali roccaforti dell’organizzazione terroristica in Siria, in particolare Raqqa, il 17 ottobre 2017, Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, e Albu Kamal, il 19 novembre 2017, le forze curde sono state impegnate nella lotta contro gli ultimi soldati dell’Isis che si erano rifugiati nelle aree desertiche della Siria orientale. Le SDF, spalleggiate dalle forze americane, hanno progressivamente liberato le roccaforti dello Stato Islamico  anche in tale regione e, sabato 23 marzo 2019 hanno ufficialmente riconquistato Baghouz ponendo fine al califfato jihadista. La liberazione di tale roccaforte ha rappresentato un evento decisivo nella lotta contro i terroristi i quali, tuttavia, secondo noti ufficiali occidentali, continueranno a porre una grave minaccia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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