Brasile: Corte Suprema nega libertà a Lula

Pubblicato il 27 giugno 2019 alle 6:20 in Brasile

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La Corte Suprema del Brasile (STF) ha negato, con tre voti contro due, la libertà provvisoria dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

I cinque giudici del secondo gruppo del STF hanno deliberato sul ricorso presentato dagli avvocati di Lula riguardo l’annullamento della condanna per il fatto che il giudice che ha emesso la sentenza in prima istanza, l’attuale ministro della Giustizia Sérgio Moro, non ha agito in modo imparziale.

Il magistrato Gilmar Mendes aveva proposto di concedere la libertà provvisoria a Lula mentre veniva analizzato il merito del ricorso, che a suo avviso richiederà più tempo del previsto a causa delle nuove prove divulgate da alcuni giornali.

Le ultime prove, nello specifico delle intercettazioni telefoniche, indicherebbero che c’è stata un’indebita collaborazione tra Moro e i procuratori dell’Operazione Lava Jato per danneggiare l’ex presidente.

Secondo Mendes, le conversazioni telefoniche tra Moro e il procuratore capo dell’Operazione Lava Jato, Deltan Dallagnol, mettono in dubbio la credibilità e l’imparzialità dell’allora giudice, ma devono essere analizzate con calma prima di prendere una decisione definitiva sulla condanna Lula. Per questo ha chiesto che nel frattempo all’ex presidente venisse concessa la libertà provvisoria.

I suoi colleghi del STF non sono stati tuttavia d’accordo con la proposta, motivo per cui Lula dovrà attendere in carcere finché la Corte Suprema non prenderà una decisione definitiva sul merito del ricorso.

Non esiste una data definitiva per la ripresa da parte del STF della votazione, iniziata a dicembre e che in ogni caso potrebbe continuare solo in agosto, poiché a luglio la Corte Suprema non delibera.

La richiesta di libertà di Lula risale al novembre scorso, quando i suoi avvocati hanno sostenuto per la prima volta che Moro non ha mai agito in modo imparziale.

Nei giorni scorsi, i legali dell’ex presidente hanno rafforzato tale richiesta includendo le conversazioni sulla piattaforma Telegram tra Moro e Dellagnol divulgate dall’agenzia di stampa The Intercept, che dimostrerebbero un’indebita collaborazione per danneggiare Lula.

In precedenza, i giudici della Corte Suprema avevano respinto un altro appello della difesa di Lula che metteva in discussione il giudice della Corte Superiore Félix Fischer per aver negato unilateralmente un appello senza attendere la decisione della plenaria.

Lula si trova prigioniero nella sede della Polizia Federale di Curitiba dall’aprile del 2018, scontando una pena di otto anni e 10 mesi per reati di corruzione passiva e riciclaggio di denaro.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione