Bahrein: ministro degli Esteri mira a normalizzare i rapporti con Israele

Pubblicato il 27 giugno 2019 alle 16:51 in Bahrein Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed Al Khalifa, ha rilasciato un’intervista esclusiva ad un canale televisivo israeliano esortando alla “pace” con Tel Aviv e all’allacciamento di “relazioni migliori” tra i due Paesi. Al Khalifa ha parlato, giovedì 27 giugno, sull’emittente televisiva Channel 13, a margine della conferenza sul Medio Oriente tenutasi a Manama, il 25 e il 26 giugno. Il ministro ha detto che “Israele fa parte, storicamente, del patrimonio di questa regione. Gli israeliani, dunque, sono vicini a noi”. “La comunicazione è il prerequisito per risolvere tutte le dispute. Dobbiamo parlare”, ha aggiunto Al Khalifa, il quale ha anche sostenuto gli attacchi contro gli obiettivi iraniani nella vicina Siria. “Ogni Paese ha il diritto di difendersi”, ha asserito.

Il ministro del Bahrein ha altresì dichiarato che l’Autorità Palestinese ha commesso un grande errore a non partecipare alla conferenza. Il popolo palestinese ha a lungo boicottato l’incontro accusando il presidente Donald Trump, organizzatore del workshop, di voler distrarre con la prospettiva del denaro e degli investimenti economici da questioni che sono fondamentalmente di carattere politico. Secondo quanto emerso dal summit, l’amministrazione americana lancerà un piano di spesa da 50 miliardi di dollari per risolvere la controversia. 

La leadership palestinese ha più volte sottolineato il suo disprezzo per il piano USA, che è in via di realizzazione da circa due anni e non ha previsto la consultazione delle autorità o della popolazione palestinese. La strategia per la pace tra Israele e Palestina è stata definita “l’Accordo del Secolo” ed è stata presentata a Manama durante i due giorni di incontro sul workshop “Peace to Prosperity”. Tuttavia, gli aspetti politici del progetto sono rimasti segreti. Inoltre, né il governo israeliano né quello palestinese stanno partecipando all’evento di Manama e il Libano e l’Iraq hanno preso, a loro volta, le distanze da tale iniziativa. Il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, che porta avanti un limitato autogoverno nella Cisgiordania, ha più volte sottolineato il proprio scetticismo riguardo alle prospettive di successo del cosiddetto “Accordo del Secolo”. “Il denaro è importante. L’economia è importante. Ma la politica è più importante. La soluzione politica è più importante”, ha dichiarato Abbas.

In un’intervista precedente a The Times of Israel, il ministro degli Esteri del Bahrein ha riconosciuto il diritto all’esistenza di Israele, sostenendo: “Israele è un Paese nella regione ed è lì per restare, ovviamente”. Al Khalifa ha poi aggiunto: “Sappiamo che anche i nostri fratelli della regione ci credono”. La Giordania e l’Egitto sono le uniche due nazioni arabe ad aver firmato accordi di pace con Israele. Ma il Bahrein e altri Stati arabi del Golfo hanno trovato una causa comune con Israele nell’ostilità verso l’Iran.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.