Arrestato bosniaco per collegamenti con gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi

Pubblicato il 27 giugno 2019 alle 17:26 in Francia Germania

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Le autorità tedesche hanno riferito di aver arrestato un uomo bosniaco sospettato di aver collaborato con i terroristi responsabili degli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi, tra cui quello del Bataclan.

La polizia federale tedesca e i procuratori di Dresda hanno dichiarato che il sospetto ha 39 anni ed è stato prelevato nella notte tra il 19 e il 20 giugno, con un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità del Belgio. L’uomo è accusato di “aver favorito un’organizzazione terroristica legata agli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, incluso quello effettuato nella sala da concerto del Bataclan”. Le autorità tedesche stanno ora preparando l’estradizione del sospettato in Belgio. L’accusa nei confronti del sospetto arriva a seguito di un’indagine separata che aveva preso di mira due altri cittadini bosniaci sospettati di violare una legge sul controllo delle armi. Il nome dell’uomo non è ancora stato reso noto, secondo quanto riferisce France24

Quello del Bataclan fu l’attentato più mortale della serie di attacchi terroristici avvenuti a Parigi la sera del 13 novembre 2015. Intorno alle 21,40, al teatro Bataclan, presso boulevard Voltaire, la band americana Eagles of Death Metal si stava esibendo di fronte a circa 1,500 persone. Tre uomini vestiti di nero armati di fucili da assalto fecero irruzione nella sala, sparando contro la folla e gridando “Allahu Akbar”. Inizialmente, gli spettatori pensarono che i colpi facessero parte di uno spettacolo pirotecnico, ma non appena si resero conto che era in corso un attacco, iniziarono a tentare di scappare dal teatro. Gli spari durarono complessivamente 20 minuti, durante i quali i terroristi arrivarono anche a lanciare granate contro le persone.

Quelli che riuscirono a salvarsi si erano nascosti nei bagni e negli uffici della struttura, mentre altri fecero in tempo a raggiungere le uscite di emergenza. Secondo quanto riferito dai testimoni, i terroristi spararono contro qualsiasi cosa si muovesse e controllarono tutti i corpi distesi a terra per verificare che fossero morti. Quelli a terra ancora vivi vennero uccisi con un colpo di pistola alla testa. Non appena accorse la polizia sul luogo, gli attentatori si barricarono all’interno del teatro prendendo in ostaggio circa 60 persone, minacciando di tagliar loro la testa e di gettare i corpi dalla finestra. Alle 00:25, la Brigade of Research and Intervention (BRI) fece irruzione per liberare gli ostaggi. A quel punto, due degli attentatori si fecero saltare in aria, mentre un altro fu ucciso dal fuoco della polizia.

Le vittime complessive dell’attentato furono 89, mentre i feriti 99. Il 14 novembre 2015, l’ISIS rivendicò gli attentati attraverso un comunicato in cui definì Parigi “una città di crociati”, piena di “prostituzione e vizi”, e in cui minacciò di colpirla nuovamente.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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