Siria: “Terroristi” attaccano un oleodotto sottomarino

Pubblicato il 26 giugno 2019 alle 19:12 in Medio Oriente Siria

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Un oleodotto sottomarino situato a Banias, l’unico porto petrolifero della Siria, è stato preso di mira da “terroristi legati a Stati stranieri”, secondo quanto hanno riferito i media del regime siriano.

Il Ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie di Damasco, Ali Ghanem, lunedì 25 giugno, ha dichiarato che un gruppo di operatori subacquei, che lavora per la compagnia siriana che si occupa del trasporto del petrolio, ha rilevato il danneggiamento di sei tubature nell’area di Banias. Le infrastrutture sarebbero state distrutte tramite la detonazione di materiale esplosivo. Le sezioni attaccate dell’oleodotto sono state mostrate in un video pubblicato dal Ministero sulla sua pagina Facebook. Il ministro del Petrolio ha assicurato che le squadre di manutenzione hanno immediatamente iniziato a lavorare per la riparazione del danno. Nel 2016, l’esercito russo era stato incaricato di amministrare il porto petrolifero di Banias, dal regime di Bashar al-Assad. Non è ancora chiaro chi siano gli autori di tale assalto.

Nel frattempo, secondo quanto riferisce il quotidiano The New Arab, lo stesso giorno 9 civili sono stati uccisi dagli attacchi aerei di Assad e della Russia, nella provincia di Idlib. Le vittime includevano un bambino, deceduto durante un raid nella città di Maaret al-Numan e 3 civili che che si trovavano in alcune fattorie alla periferia di Idlib. La protezione civile siriana ha dichiarato che 2 dei suoi membri sono stati uccisi quando un attacco aereo russo ha colpito l’ambulanza che stavano guidando, nella città di Khan Sheikhoun.

Più di 400 civili sono stati uccisi e oltre 300.000 risultano sfollati dall’inizio dell’assalto di Damasco e Mosca contro la provincia di Idlib, iniziato il 30 aprile. L’attacco è in corso nonostante l’area sia interessata da un accordo per il cessate il fuoco che era stato firmato a settembre del 2018 a Sochi, e che dovrebbe essere garantito dalla Turchia e dalla Russia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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