Sea Watch entra nelle acque territoriali italiane, Salvini: “È uno scherzo”

Pubblicato il 26 giugno 2019 alle 17:39 in Immigrazione Italia

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La Sea Watch 3 ha annunciato la propria decisione di entrare nelle acque territoriali italiane per attraccare a Lampedusa, nonostante Roma abbia fiutato l’autorizzazione allo sbarco. La nave trasporta 42 migranti che si trovano in mare da 14 giorni. 

“Ho deciso di entrare nel porto di Lampedusa, so cosa sto rischiando, ma le 42 persone soccorse sono esauste, li sto portando in salvo ora”, ha dichiarato il capitano dell’imbarcazione. “L’UE li ha abbandonati per 14 giorni, il nostro capitano non ha scelta”, ha aggiunto la ONG. “Nessuna istituzione europea è disposta ad assumersi le proprie responsabilità e a difendere la dignità umana ai confini europei del Mediterraneo. Questo è il motivo per cui dobbiamo assumerci la responsabilità da soli. Entriamo nelle acque italiane perché non ci sono altre opzioni per garantire la sicurezza dei nostri ospiti i cui diritti di base sono stati violati abbastanza a lungo “, ha dichiarato Johannes Bayer, presidente di Sea-Watch. “La garanzia dei diritti umani non deve essere subordinata al passaporto o ai negoziati UE”, ha proseguito Bayer.

La nave di soccorso olandese, la Sea Watch 3, è di proprietà di un ente di beneficenza tedesco e ha atteso per quasi due settimane l’autorizzazione allo sbarco, dopo il salvataggio di 53 persone partite dalla Libia e soccorse in acque internazionali. A seguito di un’ispezione sanitaria a bordo, avvenuta il 15 giugno, a 10 migranti era stato permesso di entrare in Italia. Tra questi c’erano 3 famiglie con figli minorenni e donne incinte. Un altro individuo è stato autorizzato a scendere dalla nave la notte tra il 21 e il 22 giugno, per motivi di salute.

Il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, ha prontamente risposto alle dichiarazioni del capitano della Sea Watch su Facebook. “Useremo tutti i mezzi legali per porre fine a questa situazione vergognosa: le leggi di uno Stato devono essere rispettate”, ha scritto Salvini. “Una nave olandese di una ONG tedesca che ignora le leggi italiane, è uno scherzo”, ha continuato. “I governi di Olanda e Germania risponderanno per questo, sono stufo”, si legge ancora. Salvini ha poi continuato il suo sfogo su Twitter: “Europa? Assente come sempre”, ha scritto.

I migranti rimasti a bordo dell’imbarcazione, stipati da giorni sul ponte con scarse possibilità di movimento, hanno fatto appello alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo perché questa intimasse all’Italia di permettere lo sbarco, ponendo in essere una “misura provvisoria” per “prevenire violazioni gravi e irrimediabili dei diritti umani”. Tuttavia, il 25 giugno, la Corte ha ritenuto che tale situazione non rientrasse tra quelle che prevedono l’attuazione di misure provvisorie e ha respinto l’appello. Secondo la CEDU, tali misure si applicano “solo laddove sussiste un rischio imminente di danno irreparabile”.

La SeaWatch 3 non ha indicato che altri individui appartenenti a categorie vulnerabili fossero sulla nave. Di conseguenza, è stato ritenuto che non vi fossero ragioni eccezionalmente gravi ed urgenti che giustificassero l’applicazione delle misure provvisorie. La Corte ha, tuttavia, indicato che le autorità italiane devono continuare a fornire tutta l’assistenza necessaria alle persone vulnerabili a bordo della nave. 

Da quando Salvini è stato nominato ministro dell’Interno, il primo giugno 2018, ha inaugurato una politica rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle Ong e delle missioni europee. Ne è conseguito che i migranti e i rifugiati intercettati in mare dalla Guardia Costiera libica vengono riportati sistematicamente nei centri di detenzioni libici, i quali dovrebbero essere gestiti dal Ministero dell’Interno di Tripoli. In realtà, la maggior parte di tali strutture è in mano ai gruppi armati, i quali non tutelano in alcun modo i migranti. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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