Messico schiera 15.000 soldati al confine con gli USA

Pubblicato il 26 giugno 2019 alle 6:10 in Messico USA e Canada

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Il Messico ha schierato quasi 15.000 soldati al confine con gli Stati Uniti come deterrente alla migrazione clandestina. È quanto ha dichiarato il ministro della difesa Luis Cresencio Sandoval in una conferenza stampa a Città del Messico.

Sotto la pressione statunitense, il Messico ha promesso, all’inizio di questo mese, di rafforzare i controlli sul confine di stato per rallentare il flusso dei migranti clandestini, evitando così dazi sui prodotti messicani minacciati da Donald Trump.

“Abbiamo effettuato un dispiegamento totale, tra Guardia nazionale e unità dell’esercito, di quasi 15.000 uomini nel nord del paese” – ha detto Sandoval alla stampa

Il ministro della difesa ha sottolineato che i soldati hanno ricevuto l’ordine di arrestare chiunque tenti di attraversare il confine con gli Stati Uniti illegalmente.

“Dato che la migrazione clandestina non è un crimine ma piuttosto una violazione amministrativa, li fermiamo semplicemente e li consegniamo alle autorità dell’ufficio immigrazione” – ha spiegato, interrogato dai giornalisti sulla legittimità delle eventuali detenzioni di migranti.

Secondo le norme precedenti gli accordi di Washington delle scorse settimane e le modifiche legislative apportate dal governo di Andrés Manuel López Obrador, le forze di sicurezza messicane non avevano l’autorità per fermare i migranti alla frontiera con gli Stati Uniti.

Le dichiarazioni di Sandoval seguono quelle del ministro degli Esteri, Marcelo Ebrard che ha affermato “in 45 giorni dobbiamo ridurre il flusso di clandestini verso gli USA”.

In fuga dalla povertà cronica e dalla violenza, gli abitanti del cosiddetto triangolo nord centroamericano (Guatemala, Honduras, El Salvador) attraversano il Messico senza documenti diretti negli Stati Uniti.

Il diritto internazionale tutela il diritto dei migranti privi di documenti di attraversare i confini internazionali per richiedere asilo e i tribunali statunitensi hanno confermato il loro diritto di farlo ovunque lungo la frontiera. Tuttavia, -Donald Trump vuole che il Messico faccia di più per fermare il recente aumento dell’immigrazione clandestina. Lo scorso 2 giugno, Trump ha minacciato di imporre dei dazi sulle importazioni messicane. Il 7 giugno è stato raggiunto l’accordo con il governo messicano e gli Stati Uniti hanno concesso al Messico 45 giorni per mostrare “risultati soddisfacenti secondo i nostri criteri”, diversamente imporranno dazi sulle importazioni se Città del Messico non accettasse di diventare, anche per legge, “terzo paese sicuro” e cioè il luogo dove gli immigrati aspettano le deliberazioni dell’ufficio immigrazione degli Stati Uniti d’America.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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