Italia: riunione del Consiglio Supremo di Difesa, la Libia è una priorità

Pubblicato il 26 giugno 2019 alle 13:48 in Europa Italia

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Si è tenuta oggi, mercoledì 26 giugno, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa presieduta dal presidente Sergio Mattarella a Palazzo del Quirinale. Si tratta della terza dall’inizio dell’esecutivo giallo-verde e arriva dopo una serie di polemiche sulle celebrazioni del 2 giugno, sulla nomina del nuovo capo della Marina militare e sui rallentamenti dei programmi di Difesa.

Hanno partecipato all’incontro il primo ministro, Giuseppe Conte; il ministro dell’Interno, Matteo Salvini; il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi; il ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio; il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta; il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli. Hanno preso parte alla riunione anche altre personalità della politica legate al settore, incluso il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Rolando Mosca Moschini.

Il summit è stata l’occasione per fare il punto su una serie di questioni fondamentali. Gli argomenti centrali sono stati la situazione del terrorismo internazionale, l’impegno delle Forze Armate italiane nei diversi Teatri Operativi e l’aggiornamento sulle principali aree di crisi. “Il terrorismo transnazionale continua a costituire una minaccia preoccupante e l’Italia deve contribuire con decisione alle iniziative della Comunità Internazionale tese a contrastare le molteplici forme in cui esso si manifesta”, si legge nel comunicato finale del Colle.

Secondo quanto sottolineato durante la riunione, la priorità del nostro Paese resta la Libia. Le istituzioni ritengono che soltanto un ripristino del dialogo tra le varie fazioni in guerra possa effettivamente favorire il processo di pace e aiutare a creare le condizioni per una stabilità diffusa e un maggiore controllo del territorio. La sicurezza della Libia, hanno concordato le forze politiche, è l’unica garanzia per ridurre l’impatto della minaccia terroristica nell’area del Mediterraneo.

Un’altra area di interesse per l’Italia è l’Afghanistan, dove il nostro Paese “segue con attenzione gli sviluppi politico-diplomatici in atto e confida in un percorso elettorale pacifico e democratico”. In collaborazione con gli alleati internazionali e le istituzioni locali, le autorità italiane hanno assicurato che continueranno a dare il loro contributo per consentire al popolo afghano di intraprendere un percorso di stabilizzazione e sviluppo nel campo della difesa e della sicurezza.

In Kosovo, a venti anni dall’intervento, “l’Italia rimane fortemente impegnata a consolidare la stabilità della penisola Balcanica e a sviluppare, con l’Unione Europea, il processo di integrazione comunitaria”.

Analizzando le iniziative in corso nella NATO e le prospettive della Politica di Sicurezza e Difesa Europea, il presidente Mattarella ha sottolineato che i nostri punti di riferimento in materia continueranno ad essere l’Alleanza Atlantica, l’Unione Europea e le Nazioni Unite. “L’Italia deve continuare ad operare nel loro ambito in maniera convinta ed efficace”, hanno stabilito al termine della riunione.

“Il Consiglio ha infine approfondito lo stato del processo di ammodernamento del comparto Difesa e ha condiviso gli sforzi in atto volti alla costante valorizzazione del personale, nonché la necessità di procedere con una visione strategica a forte connotazione interforze, che consenta di razionalizzare le strutture, evitare le duplicazioni, qualificando così le risorse disponibili. I programmi di investimento devono essere caratterizzati da decisioni coerenti nel tempo, ampiamente condivise con i Paesi alleati e con il comparto industriale e aderenti al ruolo dell’Italia nel contesto internazionale” ha concluso il comunicato ufficiale del Quirinale.

Si attende ancora la pubblicazione, da parte del Ministero della Difesa, del Documento programmatico pluriennale 2019-2021. Secondo la legge italiana, tale documento, che svela i programmi di spesa militare per i prossimi venti anni e le relative coperture finanziarie, doveva essere presentato al Parlamento entro il 30 aprile. A tale proposito, il 13 giugno, il ministero dello Sviluppo Economico aveva annunciato lo sblocco di circa 7,2 miliardi di euro di investimenti relativi ai programmi del settore Difesa.   

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Chiara Gentili

di Redazione

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