FMI: una forte crescita economica è possibile nei Territori Palestinesi

Pubblicato il 26 giugno 2019 alle 19:39 in Israele Palestina

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Il capo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Christine Lagarde, ha dichiarato che una notevole crescita economica è possibile nei Territori Palestinesi, se tutte le parti insisteranno sul piano di economico per la pace israelo-palestinese rivelato durante la conferenza di Manama, in Bahrein.

“Se c’è un piano economico, se c’è urgenza, è una questione di assicurarsi che lo slancio sia sostenuto”, ha dichiarato la Lagarde. Il Fondo Monetario Internazionale, che ha a lungo avvertito la comunità globale del grave deterioramento dell’economia palestinese, sta partecipando alla conferenza in Bahrein, in cui si discutono gli aspetti economici di un piano degli Stati Uniti per garantire la pacificazione del Medio Oriente e, in particolare, della regione in cui israeliani e palestinesi convivono.

La conferenza ha svelato il cosiddetto “Accordo del Secolo”, presentato dal consulente della Casa Bianca e genero del presidente USA, Jared Kushner. Nel programma sono previsti investimenti per 50 miliardi di dollari nei Territori Palestinesi e nei Paesi limitrofi. Tali somme dovrebbero essere stanziate prima della conclusione del prossimo decennio. Il piano è già stato respinto dai palestinesi poiché comprende solo misure economiche e non considera, in nessun modo, le pressanti questioni politiche, come l’occupazione israeliana di la Cisgiordania e i diritti fondamentali della popolazione palestinese, tra cui il diritto all’autodeterminazione.

Mercoledì 26 giugno, in un’intervista, Kushner ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno appoggiato i piani per la creazione di uno Stato palestinese e ha aggiunto che qualsiasi accordo sarà “a metà tra l’iniziativa di pace araba e la posizione israeliana”. L’Iniziativa di pace araba del 2002 ha offerto a Israele completa normalizzazione delle relazioni in cambio del ritiro dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza. Mentre il ritiro da Gaza è stato completato, prima che la Striscia fosse soggetta ad un blocco totale in entrata e in uscita dal territorio, Israele non si è mai ritirato dalla Cisgiordania, dove continua a controllare le frontiere, più della metà del territorio e dove continua ad investire con ingenti progetti per la costruzione di insediamenti israeliani. Questi ultimi, tuttavia, non sono considerati legali dal diritto internazionale.

Proprio riferendosi alla condizione in cui versano tali aree, la Lagarde ha dichiarato che il piano degli Stati Uniti “richiederà tutta la buona volontà del mondo da parte di tutti, settore privato, settore pubblico, organizzazioni internazionali e vicini regionali”. Citando esempi di altri Paesi post-conflitto, Lagarde ha affermato che gli investitori privati , in tali contesti, necessitano di buone garanzie in diversi settori. Tra questi, la Lagarde ha citato il rafforzamento della banca centrale, una migliore gestione delle finanze pubbliche e l’aumento delle entrate nazionali. “Se l’anti-corruzione è davvero uno degli imperativi delle autorità palestinesi, come è avvenuto in Ruanda, ad esempio, allora le cose possono seriamente decollare”, ha aggiunto il capo del FMI. Kushner, da parte sua, afferma che le sue proposte di investimento in infrastrutture, turismo, istruzione e altro creeranno 1 milione di posti di lavoro in Palestina.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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