Ancora caos in Etiopia: gruppo di uomini in uniforme uccide 50 persone

Pubblicato il 26 giugno 2019 alle 20:01 in Africa Etiopia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un gruppo di uomini in uniforme mimetica ha ucciso più di 50 persone nella zona di Metakal, nella regione occidentale di Benishangul-Gumuz, in Etiopia. Tali eventi potrebbero essere collegati al colpo di stato fallito di sabato 22 giugno. 

La notizia è stata riferita dal capo della sicurezza della regione, Abera Bayeta, all’agenzia di stampa Reuters. Le persone rimaste ferite negli assalti, che si sono verificati la mattina di lunedì 24 giugno, sarebbero 23. “Stiamo ancora indagando, ma abbiamo il sospetto che quegli aggressori potrebbero essere le stesse persone coinvolte nel colpo di stato fallito nella regione di Amhara”, ha dichiarato il capo della sicurezza locale. 

Nella giornata di sabato 22 giugno, Negussu Tilahun, il portavoce del primo ministro, Abiy Ahmed, aveva riferito, in una diretta televisiva, che si era verificato un tentativo di golpe a Bahir Dar, capitale regionale dello Stato Amhara, ma che l’operazione si è rivelata infruttuosa. Il portavoce aveva aggiunto che le forze dell’ordine stavano cercando di arrestare i cospiratori, i quali avevano intenzione di rovesciare Ambachew Mekonnen, il capo del governo regionale di Amhara, a nord della capitale nazionale, Addis Abeba.

In un secondo momento, è stato comunicato che Mekonnen è rimasto ucciso nel tentato golpe, insieme a un suo consigliere. Inoltre, in un attacco separato avvenuto nella mattinata successiva, domenica 23 giugno, un addetto stampa del primo ministro ha comunicato che il Generale etiope Seare Mekonnen, Capo di Stato maggiore dell’esercito, era a sua volta stato ucciso da un proiettile sparato dalla sua guardia del corpo. Lo stesso giorno, un altro generale in pensione viene anch’esso ucciso. Il 24 giugno, le autorità dell’Etiopia avevano dichiarato di aver ucciso il leader del fallito colpo di stato. Si sarebbe trattato del generale Asamnew Tsige. 

Tali eventi mettono in evidenza quanto ancora siano forti e durature le instabilità in alcune parti del Paese africano, nonostante l’operato del riformista Abiy. Il 2 aprile 2019 si era concluso il suo primo anno di mandato. Il primo ministro attuale è il leader più giovane del continente africano. Nell’arco di 12 mesi, Ahmed è stato promotore di una serie di riforme sociali, economiche e di sicurezza che hanno portato sia a una svolta nella politica interna ed estera del Paese, il più popoloso dell’Africa dopo la Nigeria, sia a un nuovo equilibrio diplomatico nel Corno d’Africa. La sua azione riformatrice è talmente determinata che l’Etiopia sembra essere a un bivio tra dittatura e democrazia. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.