L’IRA e Gheddafi: le vittime del terrorismo e la rabbia per le tasse di Londra

Pubblicato il 25 giugno 2019 alle 13:46 in Libia UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo del Regno Unito ha rivelato di aver riscosso 17 milioni di sterline in tasse dagli oltre 10 miliardi di beni libici congelati, presenti nel Paese, che sono legati all’ex dittatore africano, Muammar Gheddafi.

Londra ha ammesso di raccogliere ben 5 milioni di sterline all’anno in tasse su tali somme. Questa ammissione ha causato nervosismi tra le vittime degli attacchi dell’IRA effettuati con esplosivi Semtex, forniti all’organizzazione irlandese dalla Libia di Gheddafi. Queste persone hanno a lungo richiesto un risarcimento dai fondi libici congelati. Il Semtex è un esplosivo al plastico di brevetto cecoslovacco, usato dall’Armata Rossa ed in generale dalle forze armate del Patto di Varsavia, oltre che da varie organizzazioni terroristiche tra il 1970 e il 1990. Il colonnello Gheddafi, negli anni ’80 armò l’IRA dell’esplosivo plastico che venne utilizzato in numerosi attentati: quello al grande magazzino Harrods di Londra, nel 1983, l’attacco alla base di Enniskillen nel 1987, Warrington nel 1993 e nell’area di Londra dei Docklands, nel 1996.

I parenti delle vittime di tali assalti e i feriti hanno da tempo sollecitato il governo britannico a sostenere la loro richiesta di risarcimento, ma senza risultati. A seguito dell’intervento di alcuni parlamentari inglesi, Londra ha dovuto rivelare le cifre prelevate dall’Her Majesty’s Revenue and Customs, il dipartimento governativo responsabile per la riscossione delle imposte. La notizia che il Regno Unito stava riscuotendo del denaro da tali fondi, mentre bloccava pubblicamente i tentativi delle vittime di ottenere un risarcimento, ha causato sdegno tra la popolazione britannica.  “Il governo afferma di aver adottato un approccio ‘visibilmente proattivo’ per ottenere un risarcimento per le vittime”, ha dichiarato Simon Hoare, a capo della Commissione per gli Affari con l’Irlanda del Nord. “Ma c’è voluta la mia commissione per sottolineare che i profitti che il governo ha prelevato dai beni libici congelati potrebbero essere utilizzati meglio”, ha poi aggiunto. “Sono felice che la cifra ci sia stata rivelata e ora c’è un chiaro imperativo morale per quanto riguarda l’utilizzo di questo denaro che deve aiutare le vittime che hanno sofferto per troppo tempo”, ha concluso Hoare, incalzando il governo britannico.

La Libia versa in uno stato di caos da quando la guerra, iniziata il 17 febbraio 2011, ha rovesciato il regime del colonnello Muammar Gheddafi, che governava il Paese africano dal 1969. In seguito alla sua uccisione, avvenuta il 20 ottobre 2011, il Paese vive una guerra civile che non si è ancora conclusa. Tutti i beni detenuti all’estero del colonnello sono stati congelati. Attualmente, la situazione in Libia è terribilmente peggiorata e cosa ne sarà dei possedimenti dell’ex dittatore del Paese rimane ancora tutto da discutere. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.