Kushner a Manama: 50 miliardi di dollari in investimenti per la pace israelo-palestinese

Pubblicato il 25 giugno 2019 alle 20:13 in Israele Palestina USA e Canada

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Durante il primo giorno della conferenza di Manama, in Bahrein, l’amministrazione statunitense ha lanciato un piano di spesa da 50 miliardi di dollari per la pace israelo-palestinese, ma ha dichiarato che non saranno affrontate le questioni politiche relative al conflitto. 

Aprendo l’incontro internazionale di due giorni, Jared Kushner, il genero e consigliere del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ricordato che la prosperità dei palestinesi dipende da un’equa soluzione politica al conflitto. Nonostante ciò, Kushner ha aggiunto che la crescita dell’economia palestinese potrà portare a “una vera pace che assicuri prosperità”. “Vediamo un enorme potenziale”, ha affermato. “Quello che abbiamo sviluppato è il piano economico più completo mai creato specificamente per i palestinesi e il più ampio Medio Oriente. Possiamo trasformare questa regione da vittima di conflitti passati, in un modello per il commercio in tutto il mondo”, ha continuato Kushner.

La leadership palestinese ha più volte sottolineato il suo disprezzo per il piano USA, che è in via di realizzazione da circa due anni e non ha previsto la consultazione delle autorità o della popolazione palestinese. La strategia per la pace tra Israele e Palestina era stata definita “l’Accordo del Secolo” e verrà presentata nel dettaglio durante i due giorni di incontro a Manama, il 25 e il 26 giugno. Tuttavia, gli aspetti politici del progetto rimarranno segreti. Inoltre, né il governo israeliano né quello palestinese stanno partecipando all’evento di Manama e il Libano e l’Iraq hanno preso, a loro volta, le distanze da tale iniziativa. Il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, che porta avanti un limitato autogoverno nella Cisgiordania, ha più volte sottolineato il proprio scetticismo riguardo alle prospettive di successo del cosiddetto “Accordo del Secolo”. “Il denaro è importante. L’economia è importante. Ma la politica è più importante. La soluzione politica è più importante”, ha dichiarato Abbas. 

Kushner, a tale proprosito, ha affermato: “Per essere chiari, la crescita economica e la prosperità per il popolo palestinese non sono possibili senza una soluzione politica duratura ed equa al conflitto, una soluzione che garantisce la sicurezza di Israele e rispetti la dignità del popolo palestinese”. “Tuttavia, oggi non si parlerà di questioni politiche. Arriveremo a quelle al momento giusto” Washington spera che i partecipanti a Manama, tra cui i ricchi Stati del Golfo, mostreranno un interesse concreto nel piano, che prevede che alcuni Paesi donatori contribuiscano al fondo di 50 miliardi di dollari da stanziare per i Territori palestinesi, la Giordania, l’Egitto e il Libano. L’Arabia Saudita, un grande alleato degli Stati Uniti, ha dichiarato di apprezzare “gli sforzi internazionali volti a migliorare la prosperità, gli investimenti e la crescita economica della regione”. Tuttavia, Riad ha ribadito che qualsiasi accordo di pace dovrebbe basarsi su un’iniziativa di pace araba guidata dai sauditi. 

Una questione da sottolineare è il fatto che il piano di investimenti USA richiederebbe il riconoscimento di uno Stato palestinese, come sottolineato dall’agenzia di stampa Reuters. Al momento i Territori di Cisgiordania e Gerusalemme Est si trovano sotto occupazione israeliana, con una limitata autonomia interna e circondati da confini controllati da Israele. La Striscia di Gaza, che rientra nei Territori Palestinesi, si trova in una condizione ancora peggiore, sottoposta ad un blocco totale che non permette l’entrata e l’uscita di beni e persone. Il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, ha dichiarato che Kushner è “impegnato nelle iniziative sostenute dai Comitati dei coloniali israeliani”, riferendosi agli insediamenti illegali costruiti e sovvenzionati da Israele nei Territori Palestinesi. Per comprendere tutte le misure e le reazioni al cosiddetto “Accordo del Secolo”, tuttavia, è necessario attendere almeno fino alla conclusione della conferenza di Manama, prevista per mercoledì 26 giugno. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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