Iran: le sanzioni americane contro Khamenei “chiudono la strada della diplomazia”

Pubblicato il 25 giugno 2019 alle 11:30 in Iran USA e Canada

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L’Iran ha dichiarato, martedì 25 giugno, che la decisione degli Stati Uniti di imporre nuove sanzioni contro i vertici iraniani, incluso il leader supremo Ayatollah Khamenei, ha definitivamente chiuso la strada della diplomazia tra Teheran e Washington.

“Imporre sanzioni inutili al leader supremo dell’Iran e al ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif significa la chiusura permanente del percorso diplomatico”, ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri, Abbas Mousavi, con un tweet. “L’amministrazione disperata di Trump sta distruggendo i meccanismi internazionali per mantenere la pace e la sicurezza mondiali”, ha aggiunto.

Dall’altra parte, però, parlando ad una conferenza tripartita con Russia, Stati Uniti ed Israele a Gerusalemme, il consigliere per la sicurezza nazionale americana John Bolton ha affermato che il presidente Donald Trump resta comunque disponibile per future negoziazioni e che spetta all’Iran decidere se aprirsi o meno al dialogo con gli Stati Uniti. Bolton ha inoltre dichiarato che Washington intende intraprendere colloqui con Teheran per “eliminare in modo verificabile il programma di armi nucleari dell’Iran, i suoi sistemi di lancio di missili balistici, il suo supporto al terrorismo internazionale e altri suoi comportamenti malvagi in tutto il mondo”. L’Iran, tuttavia, insiste sul fatto che non possiede un programma di armi nucleari e pertanto rifiuta tutte le accuse.

Lunedì 24 giugno, Trump ha firmato, nello Studio Ovale della Casa Bianca, documenti relativi all’imposizione di misure finanziarie punitive contro Khamenei e 8 comandanti delle Guardie della Rivoluzione iraniana. Il presidente americano ha definito tale decisione una “risposta forte e proporzionata alle azioni sempre più provocatorie dell’Iran”. Il Tesoro USA ha poi aggiunto che gli Stati Uniti potrebbero inserire nella lista nera anche il ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, e potrebbero arrivare a bloccare “miliardi” di risorse iraniane.

La tensione tra Stati Uniti e Iran è alta ormai da diversi mesi e i due Paesi sono sull’orlo di un conflitto diretto. Giovedì 20 giugno, Trump  aveva ordinato un attacco contro l’Iran, in risposta all’abbattimento di un drone americano nello Stretto di Hormuz, avvenuto lo stesso giorno, ma poche ore prima del lancio dell’operazione, venerdì 21 giugno, aveva poi cambiato idea e deciso di annullare l’offensiva, spiegando su Twitter che non intendeva causare vittime sul suolo iraniano. Teheran si era difeso sostenendo che il drone si trovasse nello spazio aereo iraniano e volasse sopra la provincia meridionale di Hormozgan, vicino allo strategico Stretto, tuttavia Washington ha continuato a rigettare la versione iraniana e ha ribadito che il velivolo stava attraversando un’area compresa nello spazio aereo internazionale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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