Incontro tripartito tra Russia, Israele e USA sulla sicurezza in Medio Oriente

Pubblicato il 25 giugno 2019 alle 10:35 in Israele Russia USA e Canada

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Si è aperto a Gerusalemme il primo incontro trilaterale tra i consiglieri per la sicurezza nazionale di Israele, Russia e Stati Uniti. Durante il suo discorso inaugurale, l’ufficiale statunitense John Bolton, ha dichiarato che il presidente Donald Trump “tiene le porte aperte per una vera negoziazione con l’Iran sul suo programma nucleare”. “Tutto ciò che Teheran deve fare è attraversare quella porta aperta”, ha continuato il consigliere americano parlando di fronte al suo omologo israeliano Meir Ben-Shabbat e al Segretario del Consiglio di Sicurezza russo Nikolai Patrushev. Secondo Bolton, questo incontro non poteva avvenire in un momento più adatto: “Ci siamo riuniti in un momento particolarmente critico per il Medio Oriente, dal momento che il regime iraniano e i suoi surrogati terroristici stanno portando avanti una serie di violente provocazioni all’estero. “Vediamo che in tutto il Medio Oriente l’Iran si presenta come un attore aggressivo e belligerante”, ha aggiunto Bolton, affermando infine che: “Le provocazioni di Teheran sono la manifestazione esterna della minaccia centrale che l’Iran pone, ovvero la sua continua ricerca deliberata di armamenti nucleari”.

Dal canto suo, il primo ministro Benjamin Netanyahu, presente alla conferenza, ha tenuto a sottolineare che le relazioni che Israele intrattiene con entrambi i Paesi, Russia e Stati Uniti, sono forti e solide. In più, il premier ha specificato che “l’amicizia con Mosca si è rafforzata negli ultimi anni come mai prima d’ora”.

Oltre che sull’Iran, la conferenza è stata un’occasione per confrontarsi anche sulla Siria. “Credo che esista un margine di cooperazione ancora più ampio tra i nostri tre Paesi. Questo summit rappresenta un’opportunità reale per migliorare la stabilità nella regione, e in particolare in Siria”, ha dichiarato Netanyahu, chiedendo il ritiro di tutte le forze straniere giunte sul territorio siriano dopo il 2011. “Sarebbe una cosa giusta per la Russia, per gli Stati Uniti, per Israele e, aggiungerei, per la Siria”, ha infine concluso il primo ministro.

Israele intende rafforzare le relazioni trilaterali con i suoi partner russo e americano per cercare una cooperazione che riduca l’influenza iraniana in Siria. Mosca si aspetta che gli Stati Uniti riconoscano il rinnovato regime di Bashar al Assad in Siria e rimuovano le sanzioni. Washington, in cambio, vuole ottenere l’allontanamento dell’Iran dalla Siria. Gli Stati più potenti dell’Unione europea, però, rifiutano di riconoscere il regime di Assad o, al più, chiedono riforme significative prima di intraprendere qualsiasi discussione.

Israele ritiene che tenere tali colloqui a Gerusalemme possa renderlo un partner regionale centrale nel gestire gli interessi delle potenze mondiali in Siria e crede, in questo modo, di indirizzare un messaggio ben preciso ai leader dell’Iran. I russi sono stati finora ambivalenti riguardo alle richieste di Israele sulla Siria. A volte Mosca ha limitato le mosse militari israeliane nella regione attraverso altri mezzi di coordinamento e deterrenza. Tali restrizioni sono particolarmente cresciute dopo l’abbattimento di un aereo russo, il 18 settembre 2018, da parte della Siria, di cui Mosca ha incolpato Israele e nel quale circa 15 militari russi hanno perso la vita.

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Chiara Gentili

di Redazione

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