Cuba nella lista nera della tratta di persone

Pubblicato il 25 giugno 2019 alle 6:10 in Cuba USA e Canada

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Le autorità di Cuba hanno definito “bugie e calunnie” gli argomenti usati dagli Stati Uniti per includere l’isola nella “lista nera” dei paesi che favoriscono o non stanno facendo abbastanza per combattere la tratta di esseri umani.

“Altre menzogne e calunnie degli Stati Uniti, all’inserire Cuba nella peggiore categoria nel suo rapporto sulla tratta di essere umani, nell’attaccare la collaborazione medica cubana, un esempio di solidarietà, umanità e cooperazione nobile e legittima tra i paesi del Sud” – ha scritto il presidente cubano Miguel Díaz-Canel sul suo account ufficiale Twitter.

Gli Stati Uniti hanno aggiunto giovedì Cuba e l’Arabia Saudita nella lista nera dei paesi che favoriscono attivamente o passivamente il traffico di esseri umani, una designazione che potrebbe portare a sanzioni, ha confermato il quotidiano statunitense in lingua spagnola El Nuevo Herald, espressione della comunità cubana anti-castrista di Miami.

Nella stessa lista Cina, Corea del Nord, Russia e Venezuela restano al livello, che include paesi che non soddisfano gli standard minimi di protezione.

In un rapporto annuale del Dipartimento di Stato, la Casa Bianca ha accusato Cuba di traffico di esseri umani attraverso il suo programma di invio di medici ad altri paesi. Secondo il rapporto, infatti, le autorità dell’isola costringono i medici a partecipare alle missioni all’estero.

“Questo è ciò che le idee conservatrici che prevalgono negli Stati Uniti confondono con la tratta. Abbiamo denunciano questa accusa immorale, ingannevole e malvagia” – scrive Diaz-Canel su Twitter, citando un articolo pubblicato sul quotidiano ufficiale Granma al definire i medici internazionalisti cubani: “schiavi solo dell’amore per gli altri”.

Il rapporto afferma che Cuba ha cancellato il suo programma “Mais Medicos” in Brasile verso la fine del 2018 dopo che l’allora presidente eletto, Jair Bolsonaro, l’ha descritto come tratta di persone. Dopo il ritiro nel novembre 2018 di quasi 8.000 medici cubani che hanno lavorato in Brasile, come parte del programma, le autorità dell’isola denunciano che gli USA ha lanciato una campagna per screditare i servizi sanitari sull’isola, tra cui la riattivazione proposta del Programma di permessi per professionisti medici cubani (CMPP), che incoraggia la diserzione di medici cubani all’estero e che L’Avana qualifica come una “fuga dei cervelli finanziata”.

Il programma, in vigore dal 2006 al gennaio 2017 e sospeso dall’ex presidente, Barack Obama, ha permesso a medici cubani che lavorano in altri paesi di richiedere il permesso di ingresso attraverso le ambasciate o i consolati degli Stati Uniti e ottenere asilo, con la concreta possibilità di accelerare i processi di riconvalida una volta in territorio nordamericano.

Cuba attualmente mantiene gruppi di collaboratori medici in oltre 60 paesi, tra cui 29 nazioni dell’America Latina e dei Caraibi, 31 in Africa e una presenza in Medio Oriente, Asia e Europa centrale.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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