Belgio: sventato attacco terroristico contro ambasciata USA a Bruxelles

Pubblicato il 25 giugno 2019 alle 16:26 in Belgio Europa

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La polizia belga ha arrestato un uomo accusato di pianificare un attentato terroristico contro l’ambasciata statunitense a Bruxelles.

I magistrati hanno riferito, lunedì 24 giugno, che ci sono “indizi convergenti” che portano a ritenere che l’individuo sia colpevole. Ciononostante, egli continua a negare le accuse. Ulteriori dettagli sulla vicenda non sono noti e il Pubblico Ministero ha chiaramente specificato che, a questo punto dell’indagine, non saranno rivelate altre informazioni al fine di proteggere le inchieste in corso.

L’ultimo attentato terroristico in Belgio è avvenuto il 29 maggio 2018 quando il 31enne Benjamin Herman, detenuto in libertà con un permesso di due giorni, ha ucciso, armato di coltello e pistole, 2 poliziotte e un passante a Liegi. L’ISIS ha rivendicato l’attacco affermando che l’azione era stata compiuta da un “soldato del califfato”.

Il 2016 è stato un anno critico per il Belgio per quanto riguarda il terrorismo. Il 22 marzo, 3 attentati suicidi coordinati hanno avuto luogo a Bruxelles, due dei quali presso l’aeroporto internazionale di Zaventem e uno presso la stazione metropolitana di Maalbeek. Sono morte complessivamente 35 persone, compresi i tre attentatori, mentre circa 300 civili sono rimasti feriti. L’attacco è stato rivendicato dall’ISIS. Il 6 agosto 2016, 2 poliziotti sono stati feriti a Charleroi a colpi di machete da un attentatore che è stato ucciso dal fuoco di un altro agente. Infine, il 5 ottobre 2016, due ufficiali delle forze di sicurezza sono stati feriti in un altro attacco con arma bianca a Schaerbeek. L’attentatore, ancora una volta, è stato neutralizzato da un poliziotto.

Nel 2017, gli attentati terroristici che hanno colpito il Belgio sono stati di minore entità rispetto a quelli del 2016. Il primo si è verificato il 20 giugno, quando il 36enne marocchino Oussama Z. è stato abbattuto dalle forze di sicurezza belghe nella Gare Centrale di Bruxelles, dopo aver cercato di innescare un’esplosione, inneggiando al jihad. Nessuno è stato ferito e la stazione non ha subito alcun danno. L’uomo viveva nel distretto di Molenbeek, nella capitale belga, e aveva assemblato da solo l’ordigno che, secondo la polizia, avrebbe causato un’esplosione di piccola entità. Il secondo attacco è avvenuto il 25 agosto 2017, quando il 30enne somalo Haashi Ayaanle ha accoltellato 2 soldati nel centro di Bruxelles, nelle vicinanze del Grand Place. Nonostante i due incidenti non abbiano causato vittime, l’attenzione delle autorità belga e della comunità internazionale è tornata a focalizzarsi sull’attività terroristica di matrice jihadista in Belgio.

Secondo le stime del Soufan Group, entro la fine del 2015, circa 470 foreign fighters belgi sono partiti per la Siria e l’Iraq per arruolarsi tra le fila dello Stato Islamico, facendo diventare il Belgio il quarto Stato dell’Unione Europea, dopo la Francia, la Germania e il Regno Unito, per numero di combattenti stranieri. Dei 470 individui che hanno raggiunto l’ISIS in Medio Oriente, circa 118 sarebbero rientrati in Patria.

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Chiara Gentili

di Redazione

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