USA ribadiscono: imporremo sanzioni se Turchia acquista S-400 russi

Pubblicato il 22 giugno 2019 alle 6:10 in Russia Turchia USA e Canada

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Giovedì scorso, Mike Pompeo aveva annunciato che il Dipartimento di Stato americano stava prendendo in considerazione varie restrizioni economiche e sanzioni rivolte alla Turchia in caso di acquisto dei sistemi di difesa aerea russi S-400.

In precedenza, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti aveva approvato una risoluzione in cui condannava la decisione di Ankara di acquistare gli S-400 russi e dava un ultimatum alla Turchia per cancellare il suo contratto con Mosca. Washington sostiene che i sistemi russi siano incompatibili con gli standard della NATO e oltre a minacciare di imporre nuove sanzioni ha dichiarato di poter ritardare o addirittura cancellare il processo di vendita alla Turchia degli ultimi caccia F-35.

Il ministro degli Esteri turco Mevlut Сavusoglu, da parte sua, ha dichiarato che la Turchia non rimarrà inerte e risponderà con misure analoghe se gli Stati Uniti decidereanno di introdurre sanzioni per l’acquisto dei sistemi missilistici russi S-400.

Risale a dicembre 2017 l’accordo firmato da Mosca e Ankara per la consegna dei sistemi S-400. Tuttavia, questa mossa ha messo in allarme gli Stati Uniti. 

La Turchia ha più volte dichiarato che non avrebbe rinunciato ai piani per acquistare gli S-400 e che il primo lotto di unità sarebbe arrivato a luglio.

Chiara anche la posizione di Mosca, con il viceministro degli Esteri Aleksandr Gruško che ha ribadito che l’acquisto da parte di Ankara dei sistemi missilistici antiaerei S-400 soddisfa le norme e gli standard internazionali e ormai l’accordo è a un passo dall’essere concluso. 

L’S-400 Triumph è un sistema d’arma antiaereo di nuova generazione sviluppato da NPO Almaz, azienda russa del settore difesa, prodotto da MKB Fakel, azienda di stato russa con sede a Chimki, ed esportato da Rosoboronexport. Sarebbe un sistema d’arma molto superiore alla precedente serie S-300 e nelle sue versioni per l’export è stato oggetto di contratti di fornitura per vari paesi, tra cui la Cina, l’India, l’Arabia Saudita e ovviamente la Turchia. È stato progettato come sistema d’arma capace di intercettare e colpire aerei da guerra e missili balistici e da crociera che volano a una velocità fino a 4,8 km/s (17.000 km/h). Il sistema può individuare fino a 36 obiettivi contemporaneamente (80 nelle nuove versioni) in un raggio che va da 30 a 400 km in base al tipo di missile utilizzato.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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