Kenya: contrattacco delle forze dell’ordine, 3 militanti di al-Shabaab uccisi

Pubblicato il 22 giugno 2019 alle 20:31 in Africa Kenya

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Le forze di sicurezza keniote hanno ucciso 3 sospetti militanti del gruppo islamista somalo al-Shabaab, dopo che gli uomini avevano attaccato un avamposto di polizia nella contea di Garissa, vicino alla frontiera, sabato 22 giugno.

L’operazione è avvenuta nella notte di venerdì 21 giugno, dopo che alcuni militanti avevano effettuato un raid in uno dei campi usati dalle unità di pattuglia della polizia di frontiera. La notizia è stata divulgata dalle forze di sicurezza locali attraverso un comunicato, aggiungendo che nessun ufficiale è stato ferito nel corso dell’operazione. “I nostri ufficiali hanno efficacemente affrontato gli aggressori e, con il rapido rinforzo delle truppe speciali, sono stati respinti”, ha annunciato la polizia, dando il bilancio delle 3 vittime inferte al gruppo islamista.

Al-Shabaab è solito organizzare attacchi in Kenya per mettere pressioni su Nairobi affinché ritiri i suoi soldati dalla Somalia. L’ultimo attentato del gruppo, a cavallo tra i due Paesi, risaliva a sabato 15 giugno, quando una bomba era esplosa sul ciglio di una strada in Kenya al confine con la Somalia, causando 8 vittime. Nella medesima giornata, altre 2 bombe erano scoppiate nella capitale somala, Mogadiscio, uccidendo 8 persone. I tre ordini erano stati tutti rivendicati da al-Shabaab.

Le forze militari del Kenya hanno occupato una parte della Somalia meridionale, lungo la frontiera, a partire dal 2011. I kenioti, insieme alle milizie somale alleate, hanno combattuto più volte contro il gruppo terroristico Al-Shabaab per il controllo della regione. Il gruppo si avvale spesso di rapimenti nell’area keniota. 

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. Al Shabaab controlla la maggior parte del Paese, ma dal 2010 l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana, delle quali fa parte anche un contingente kenyota (AMISOM), e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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