Yemen: controffensiva saudita, raid aerei colpiscono obiettivi Houthi

Pubblicato il 21 giugno 2019 alle 14:05 in Arabia Saudita Yemen

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Raid aerei della coalizione a guida saudita in Yemen hanno colpito, venerdì 21 giugno, alcuni obiettivi Houthi intorno alla città portuale di Hodeida. L’offensiva arriva in risposta all’attacco missilistico compiuto dai ribelli sciiti il giorno prima contro un impianto energetico nel sud dell’Arabia Saudita.

L’alleanza militare che combatte contro gli Houthi, supportati dall’Iran, ha riferito che i bersagli a cui mirava erano “barconi carichi di esplosivo” usati dal gruppo yemenita per danneggiare il trasporto internazionale saudita. È quanto riportano alcuni media statali di Riad, citando le dichiarazioni di fonti interne alla coalizione. Giovedì 20 giugno, il portavoce dell’alleanza, Turki al-Maliki, aveva reso noto che un missile da crociera era stato lanciato dai ribelli Houthi contro una stazione elettrica nella città saudita di al-Shuqaiq e aveva avvisato che “misure serie e tempestive per fermare la milizia terroristica yemenita” sarebbero presto arrivate. Dall’altra parte, il Brigadiere Yahya Sari, portavoce dei ribelli, aveva esultato per il successo dell’attacco e aveva affermato: “Grazie a dio, una grande postazione del nemico saudita è stata colpita”. Dozzine di mercenari, morti e feriti, sono stati visti mentre venivano trasportati in alcune auto giunte sul luogo dell’attacco alla centrale saudita.

Gli Stati Uniti hanno riferito, attraverso la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, che stanno monitorando da vicino la situazione e stanno continuando a consultare i loro partner e alleati. Il Comandante della Marina, Rebecca Rebarich, ha altresì dichiarato che tali attacchi sono “un motivo significativo di preoccupazione e mettono a rischio vite innocenti”.

I ribelli yemeniti hanno intensificato gli attacchi nella regione nell’ultimo periodo. Il 15 giugno offensive via cielo attraverso droni sono state lanciate contro gli aeroporti di Jizan e Abha, nell’Arabia Saudita meridionale, rendendoli inagibili. Qualche giorno prima, il 12 giugno sempre l’aeroporto di Abha era stato colpito da altri missili da crociera Houthi, provocando circa 30 feriti. Mercoledì 19 giugno, alcuni parlamentari della Lega Araba si sono riuniti al Cairo, in Egitto, e hanno esortato le Nazioni Unite a inserire gli Houthi nella lista delle organizzazioni terroristiche, accusandoli di numerosi attacchi contro l’Arabia Saudita.

Tale scenario di tensioni si inserisce nella cornice della guerra civile in Yemen, scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi. Secondo fonti saudite, la missione sarebbe in linea con il diritto internazionale e umanitario e alcuni ufficiali militari hanno assicurato che prenderanno tutte le misure necessarie a proteggere i civili.

dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone.

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Chiara Gentili

di Redazione

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