World Food Programme decide sospensione degli aiuti in Yemen

Pubblicato il 21 giugno 2019 alle 11:25 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Programma alimentare mondiale (World Food Programme) ha dichiarato di aver avviato una parziale sospensione degli aiuti in Yemen poiché sarebbe fallito l’accordo con i ribelli Houthi per impedire il dirottamento di cibo destinato alle persone in condizioni di vulnerabilità. Già lo scorso mese, l’agenzia delle Nazioni Unite aveva annunciato che stava considerando di interrompere la fornitura di aiuti, nelle aree controllate dagli Houthi, a causa di continui scontri, interferenze e un perenne stato di insicurezza.

L’organizzazione fornisce assistenza alimentare a più di 10 milioni di persone al mese nella nazione della Penisola Arabica, afflitta da una guerra che dura ormai da circa 4 anni. La decisione di sospendere parzialmente gli aiuti colpirebbe 850.000 persone solo nella capitale Sana’a, mettendo in difficoltà le loro condizioni di vita. Ciononostante, l’agenzia ha precisato che i programmi nutrizionali per i bambini malnutriti, per le donne incinta e per quelle che devono allattare saranno mantenuti.

“L’integrità della nostra operazione è sotto minaccia e le nostre responsabilità nei confronti di coloro che aiutiamo si sono indebolite”, ha dichiarato il WFP aggiungendo che continuerà a cercare la cooperazione dalle autorità locali e che sarà pronto a riprendere le distribuzioni di cibo una volta raggiunto un accordo.

La mossa giunge in seguito a una disputa sul controllo dei dati biometrici tra l’agenzia delle Nazioni Unite e il gruppo di milizie Houthi, supportato dall’Iran. Nel dicembre 2018, il World Food Programme ha scoperto che il cibo donato nelle zone sotto controllo degli Houthi veniva sistematicamente deviato attraverso un partner locale collegato al gruppo ribelle. Da parte loro, gli Houthi sostenevano che il WFP insistesse sul controllo dei dati in violazione della legge yemenita.

“Agli operatori umanitari dello Yemen viene negato l’accesso agli affamati, i convogli di aiuti sono stati bloccati e le autorità locali hanno interferito con la distribuzione di cibo”, ha dichiarato il Programma alimentare mondiale il mese scorso. “Tutto questo deve fermarsi”, ha aggiunto.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.