Spagna: arrestati dieci jihadisti a Madrid

Pubblicato il 20 giugno 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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La Comisaría General de Información, il servizio di intelligence della polizia nazionale spagnola ha lanciato alle 5:30 del 18 giugno a un’importante operazione a Madrid contro nuclei di finanziatori dello Stato islamico. Gli agenti  hanno arrestato dieci persone, la maggior parte delle quali cittadini spagnoli di origine siriana, e per due giorni sono continuate le perquisizioni nella capitale e in altre città della Comunità di Madrid, tra cui Algete. Tra i locali perquisiti non sono solo le case di coloro che sono coinvolti, secondo fonti della polizia spagnola.

Secondo quanto riferisce la stampa spagnola, gli arrestati avevano raccolto quantità significative di denaro da inviare all’ISIS, che utilizza questi fondi per, tra l’altro, per finanziare il viaggio di ritorno ai loro paesi d’origine per i foreign fighters che hanno combattuto in Siria e in Iraq. 

Questa attività rappresenta un grave pericolo per la sicurezza di diversi paesi, tra cui la Spagna, poiché l’ISIS, dopo la perdita del suo territorio, ha ordinato ai suoi fedeli di portare la jihad nelle aree da cui provengono. L’individuazione del ritorno dei foreign fighters è, quindi, una delle priorità dei servizi di informazione e di intelligence di tutto il mondo – sottolineano fonti dell’intelligence di Madrid al quotidiano ABC.

Nell’operazione di martedì 18 giugno a suscitare la preoccupazione delle autorità spagnole è il numero di integranti della cellula, che indica che si tratta di una delle reti più attive in questo campo di quante operano in Spagna. Per ottenere il denaro allo Stato islamico, i jihadisti hanno usato il “metodo Hawala”, un sistema informale di trasferimento di valuta basato sulla fiducia e sull’onore di una vasta rete di mediatori, totalmente opaco per il sistema bancario.

Al momento, la polizia non fornisce dati sull’operazione dal momento che il giudice, il presidente della Corte centrale di istruzione n.6 del tribunale nazionale, Manuel García Castellón, ha ordinato la massima discrezione fino alla fine delle perquisizioni, continuate anche mercoledì 19 giugno, il cui risultato non è ancora stato reso noto. Gli investigatori dell’Ufficio informazioni generali lavoravano su questo terreno da mesi.

Quella di martedì 18 e mercoledì 19 giugno è la seconda operazione di questo tipo che la polizia spagnola lancia in meno di un mese. Il 31 gennaio, M.A., 43 anni, è stato detenuto come parte della rete di collaboratori che l’apparato finanziario dell’ISIS. Di fatti l’arrestato era un uomo di fiducia dell’ISIS. Era arrivato in Spagna circa due anni fa come rifugiato, insieme alla moglie e a diversi figli, tutti minorenni. Proveniente dalla regione di Aleppo, in Siria, dove ha presumibilmente praticato il diritto, da lì è recato in Libano con la sua famiglia, prima di emigrare in Spagna. Viveva nel quartiere di Vallecas, a Madrid.

Nel caso di M.A. (la polizia non ha rivelato l’identità completa dell’uomo) ci sono indizi molto chiari del fatto che si tratta di un’importante mediatore finanziario per l’ISIS. In primo luogo, sono stati trovati diversi quaderni manoscritti con contabilità Hawala, poiché anche in questo caso, quello era il sistema per inviare denaro in Siria.

A parte i trasferimenti ordinari, il detenuto aveva in suo possesso diversi libri contabili con registrate entrate e uscite di denaro, il che dimostra che ha gestito somme ingenti e che, pertanto, secondo l’intelligence di Madrid, è uno dei principali mediatori dell’ISIS in Europa. In occasione dell’arresto gli è stata sequestrata anche una grossa somma di denaro in contanti che corrisponde agli importi economici riportati nei suoi documenti contabili e che, affermano gli inquirenti “in nessun caso si adatta a una situazione familiare associata a una persona che non ha svolto alcun lavoro da quando è arrivata in Spagna”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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