Siria: 16 civili uccisi da attacchi aerei nella provincia di Idlib

Pubblicato il 20 giugno 2019 alle 16:58 in Medio Oriente Siria

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Una nuova serie di attacchi aerei, effettuati dal regime siriano di Bashar Al-Assad mercoledì 19 giugno, ha causato la morte 16 civili e 9 combattenti nella provincia di Idlib, nel nord-ovest della Siria.  

Undici civili sono stati uccisi mentre si trovavano in un villaggio nella regione di Jabal al-Zawiya, secondo quanto ha riferito l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. I bombardamenti hanno devastato negozi e abitazioni e un fotografo dell’Agenzia stampa France Press ha dichiarato di aver trovato resti umani a più di 100 metri dal luogo dell’attacco. Altri 4 civili sono stati uccisi dalle incursioni aeree effettuate nel sud della provincia di Idlib, mentre un’altra persona è morta nei pressi della capitale provinciale, la città di Idlib. Gli attacchi aerei del 19 giugno hanno colpito anche il nord della vicina provincia di Hama, dove un razzo del regime ha causato la morte di 9 combattenti dell’opposizione. Tali eventi si sono verificati un giorno dopo una serie di feroci scontri nella stessa area, durante i quali almeno 55 combattenti erano morti. Tra questi, 14 erano soldati del regime, secondo quanto riferito sempre dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. 

Le ultime violenze arrivano dopo che Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva fatto appello, martedì 18 giugno, alla Russia e alla Turchia affinché contribuissero a “stabilizzare la situazione” nella regione di Idlib. “Sono profondamente preoccupato per l’escalation delle violenze a Idlib”, ha dichiarato il Segretario dell’ONU ai giornalisti, aggiungendo che “i civili stanno pagando un prezzo orribile”. Nell’area Nord- occidentale della Siria vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar al- Assad. Dalla fine di aprile, aerei provenienti dal regime siriano e dalla Russia hanno colpito in particolare l’area rurale meridionale di Idlib e l’adiacente confine settentrionale di Hama, provocando la morte, quasi ogni giorno, di numerosi civili. Le forze del regime hanno fatto progressi limitati nella zona, ma le fazioni jihadiste ed i combattenti dell’opposizione continuano a lanciare attacchi contro le posizioni delle forze del regime.

Nell’autunno 2018, Damasco sembrava voler dare inizio ad un’avanzata verso la provincia di Idlib, ma la sua campagna è stata frenata dall’accordo raggiunto a Sochi tra Ankara e Mosca il 17 settembre. In tale data, Turchia, Russia, Iran e Siria, avevano raggiunto un’intesa, con l’obiettivo di scongiurare un massiccio assalto del regime a Idlib e nelle province vicine, dove si erano raggruppati i gruppi ribelli che erano stati sconfitti e i civili evacuati dalle altre città. Con tale accordo era stata istituita un’area di 15 – 20 km in cui queste persone, insieme alle proprie famiglie e ad altri civili scappati da diverse zone di conflitto, potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. Questa zona è rimasta l’unica non ancora sotto il pieno controllo del regime siriano. Dopo mesi di relativa calma, le forze del regime hanno intensificato i bombardamenti, coadiuvati successivamente da aerei russi.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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