Possibile distensione dei rapporti tra India e Pakistan

Pubblicato il 20 giugno 2019 alle 19:00 in India Pakistan

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Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha riferito al suo omologo pakistano che l’India desidera relazioni pacifiche con il suo vicino, ma ciò richiede “un ambiente di fiducia, privo di terrore, violenza e ostilità”.

Modi, che è stato rieletto a seguito di una schiacciante vittoria elettorale, il 23 maggio, ha scritto una lettera in risposta a un messaggio di congratulazioni ricevuta dal primo ministro pakistano Imran Khan. “Secondo la pratica diplomatica consolidata, il premier indiano e il ministro degli Esteri, Subrahmanyam Jaishankar, hanno risposto ai messaggi di congratulazioni ricevuti dalle loro controparti in Pakistan”, ha dichiarato Raveesh Kumar, portavoce del ministero degli Esteri di Nuova Delhi. “Nei loro messaggi, i membri del governo hanno sottolineato il fatto che l’India cerca relazioni normali e collaborative con tutti i vicini, incluso il Pakistan”.

Tale distensione arriva a seguito di alcuni scontri tra Islamabad e Nuova Delhi, verificatesi a partire dal mese di febbraio. Il 14 febbraio, un attentato suicida nella regione del Kashmir, l’unico Stato a maggioranza musulmana dell’India, ha provocato la morte di 44 indiani. L’attacco con autobomba era stato condotto contro un convoglio delle forze di sicurezza di Nuova Delhi, stanziato nell’area, ed era stato rivendicato da un gruppo militante islamista pakistano, il Jaish-e-Mohammad (JeM). Si è trattato del peggior attentato degli ultimi decenni, da quando è iniziata la ribellione nel Kashmir. India e Pakistan sono entrati in guerra 3 volte da quando hanno conquistato l’indipendenza dal Regno Unito, nel 1947, e per 2 volte gli scontri si sono concentrati nella regione del Kashmir. La linea di controllo, ossia il confine  che divide de facto la regione contesa tra le due potenze, è considerata uno dei luoghi geopolitici più pericolosi al mondo. La preoccupazione relativa ai rapporti tra i due Paesi è aumentata dopo l’annuncio che entrambe le parti avevano sviluppato armi nucleari, nel 1998.

Dall’attentato del 14 febbraio, Il Pakistan ha chiuso il suo spazio aereo e i vettori stranieri che partono dal territorio indiano sono stati costretti a fare costose deviazioni. La chiusura riguarda principalmente i voli dall’Europa al Sud-Est asiatico. “Il blocco dello spazio aereo continuerà fino al 14 giugno”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters un portavoce dell’Autorità per l’aviazione civile pakistana, il 29 maggio. Il Pakistan si trova nel mezzo di un corridoio vitale per l’aviazione e le restrizioni dello spazio aereo incidono ogni giorno su centinaia di voli commerciali e cargo, aggiungendo tempo di volo per i passeggeri e costi di carburante per le compagnie aeree. Una possibile distensione tra Islamabad e Nuova Delhi, seppure probabilmente lontana, potrebbe aprire a nuove opportunità economiche per entrambi i Paesi. 

Per anni, l’India ha accusato il Pakistan di appoggiare i militanti separatisti nel Kashmir. Il Pakistan nega le accuse, asserendo che l’aiuto fornito è solo un sostegno politico alla popolazione musulmana repressa della regione himalayana. Islamabad ha a lungo dichiarato che l’unico aiuto che ha fornito è stato quello morale e diplomatico al popolo del Kashmir nella sua lotta per l’autodeterminazione. Tuttavia, tali rassicurazioni non hanno mai dissipato la convinzione dell’India di un sostegno pakistano ai militanti della regione. Il primo ministro di Islamabad, Imran Khan, ha affermato che il Paese a maggioranza islamica è ormai cambiato ed è “desideroso di stabilità”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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