Nigeria: Stato Islamico rivendica attentato contro una caserma di soldati

Pubblicato il 20 giugno 2019 alle 10:37 in Africa Nigeria

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Lo Stato Islamico ha riferito, mercoledì 19 giugno, che un suo affiliato, attivo nella regione dell’Africa occidentale, ha compiuto un attacco contro una base dell’esercito nigeriano, situata nello stato nordorientale del Borno. Secondo quanto riportato dall’organizzazione, nell’agguato sarebbero morti 12 soldati. Una fonte militare locale, intervistata dall’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato invece che il bilancio è più elevato e ha confermato almeno 25 vittime.  

L’attacco alla base nigeriana si era verificato lunedì 17 giugno intorno alle 17.30, quando alcuni ribelli, che viaggiavano su camion armati di pistole, avevano aperto il fuoco contro i soldati. I combattimenti erano durati per circa tre ore. Gli scontri si erano svolti nella città di Gajiram ma nessun gruppo, fino ad oggi, aveva rivendicato ufficialmente la responsabilità dell’agguato. Sul sito SITE Intelligence, l’organizzazione dello Stato islamico nella provincia dell’Africa occidentale (ISWAP) ha dichiarato: “Dodici soldati nigeriani sono stati uccisi e altri sono stati feriti in seguito a un attacco compiuto da combattenti dello Stato Islamico in una caserma della città nigeriana di Gajiram”.

L’attentato più recente nel Paese si era verificato nel fine settimana nel villaggio di Konduga. Un triplice attacco suicida aveva causato la morte di 30 persone, domenica 16 giugno, presso un luogo di ritrovo dove alcuni tifosi guardavano una partita di calcio. I feriti sono stati all’incirca 40.  

La Nigeria è una delle nazioni più influenti della regione occidentale dell’Africa e possiede l’economia più prosperosa di tutto il continente. Oltre a essere la principale produttrice di petrolio del continente, è settima al mondo nella produzione di gas naturale. Il Paese, tuttavia, è dilaniato dalla furia dei jihadisti di Boko Haram, un gruppo fondamentalista nigeriano che ha iniziato le proprie offensive nel 2009 e che, in circa 10 anni, ha ucciso più di 30.000 persone. Altri 2,6 milioni di cittadini sono stati costretti ad abbandonare le loro case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Nel corso del 2017, secondo le stime del Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano, Boko Haram e lo Stato islamico dell’Africa Occidentale (ISWA) hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, provocando 1278 morti e 949 feriti. Con questi numeri, Boko Haram si posiziona al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo l’ISIS, i Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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