Libia: l’esercito di Tripoli conquista terreno presso l’aeroporto internazionale

Pubblicato il 20 giugno 2019 alle 18:34 in Africa Libia

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Una fonte interna all’operazione “Vulcano di rabbia”, lanciata dal Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli in risposta all’assalto del generale Khalifa Haftar, ha confermato che le forze fedeli allo GNA hanno conquistato e controllano la maggior parte dell’aeroporto internazionale della capitale libica. 

La notizia è stata riportata dal quotidiano locale Libya Observer, che cita il portavoce dell’ufficio stampa dell’operazione militare tripolina, Mustafa Al-Majea. Il sito d’informazione libico aggiunge che sui social media sono state pubblicate foto e filmati di veicoli e carri armati sequestrati alle milizie capeggiate dall’uomo forte del governo di Tobrulk, Haftar. Le immagini avrebbero mostrato anche i corpi dei combattenti di Haftar deceduti negli scontri presso l’aeroporto internazionale di Tripoli e lasciati indietro dopo la fuga del generale dall’area. Nel frattempo, le forze di sicurezza dello GNA, guidate da Abu Salim, hanno riferito di essere avanzate verso la città dove è situato l’aeroporto, Qaser Bin Ghashir, nota durante il periodo coloniale italiano con il nome di Castel Benito. Gli uomini dello GNA sono entrati nell’area tramite il checkpoint di Kazirma, una postazione strategica che era controllata dalle forze di Haftar.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar, a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Haftar, il 4 aprile, dopo aver conquistato il Sud del Paese, nella regione instabile del Fezzan, ha sferrato un attacco contro Tripoli, avviando un’offensiva che è ancora in corso. Da parte sua, il governo di Tripoli ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, che ha avuto inizio il 7 aprile e che mira ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, oltre a difendere la capitale dall’avanzata dell’LNA. Dal 4 aprile ad oggi, gli scontri nella capitale libica hanno causato la morte di 691 persone, tra cui 41 civili, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il numero dei feriti ammonta a 4.012, di cui 135 sono civili. Inoltre, oltre a circa 94.000 libici sono state costrette ad abbandonare la città,a causa delle violenze.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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