Conte a Bruxelles per Consiglio Europeo e Euro Summit

Pubblicato il 20 giugno 2019 alle 19:48 in Europa Italia

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Il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte si trova a Bruxelles per partecipare al Consiglio Europeo e all’Euro Summit, previsti per il 20 e 21 giugno. 

La notizia è stata riferita dal sito ufficiale della presidenza del Consiglio, che pubblica un video del premier italiano prima della partecipazione agli incontri. Nel filmato Conte fa riferimento alla lettera inviata a Bruxelles sui conti del Belpaese e dichiara: “La mia lettera ha un contenuto politico e mira alla revisione delle regole nella prospettiva della nuova legislatura europea”. Tuttavia, il premier rassicura: “In essa si chiarisce che l’Italia non vuole sottrarsi all’applicazione delle regole vigenti sulla procedura di infrazione”. A tale proposito Conte ha aggiunto: “Non serve dire ‘non rispettiamo queste regole, non ce le applicate’. Fino a quando non le cambiamo, sono queste”. Tuttavia, Conte sottolinea l’eccessivo allarme dell’Europa sui conti italiani. Secondo il premier, il governo Lega-5 Stelle certificherà che il deficit italiano previsto per il 2019 ammonta al 2,1% del PIL, e non al 2,5% come era stato previsto dalla Commissione Europea. “Potremo certificare che saremo intorno al 2,1%, non al 2,5% come prescrive e prevede la Commissione Europea”, ha dichiarato Conte. 

Tuttavia, il governo deve attuare dei cambiamenti, secondo il capo dell’esecutivo. “In questo momento abbiamo un patto di stabilità e crescita che è molta stabilità e poca crescita. Dobbiamo invertire un attimo queste regole, si avvia una nuova legislatura europea, vogliamo un dialogo su questo fronte”, ha riferito. Le dichiarazioni sulla spesa del governo hanno riacceso i timori per un nuovo aspro confronto tra l’Italia e l’Unione Europea sul rispetto dei parametri fiscali. Già nell’autunno del 2018, in sede di discussione e approvazione dell’ultima legge di bilancio del governo Lega-Cinque Stelle, i rappresentanti italiani si erano scontrati con la Commissione Europea. Roma proponeva una spesa pubblica che avrebbe inciso molto sul debito e le autorità europee minacciavano di non approvare il bilancio, a causa della scarsa sostenibilità del budget italiano. Il braccio di ferro si è concluso con una riduzione della spesa pubblica italiana, con la promessa di scongelare ulteriori risorse se i parametri economici e finanziari fossero migliorati. I timori per il deficit dell’Italia sono riemersi a seguito di una previsione della Commissione Europea che vede il deficit di Roma superare il tetto del 3%, nel 2020. In caso di sforamento scatterebbe una procedura per indebitamento eccessivo e, in caso di mancato risanamento del bilancio, lo Stato sarebbe sottoposto a sanzioni. 

Le nuove incertezze si ripresentano dopo l’annuncio che l’Italia, che rimane la terza economia dell’area euro, era riuscita ad uscire dalla recessione, nel primo trimestre del 2019. La crescita, in questo caso, era stata stimolata da un forte aumento delle esportazioni all’estero. Tuttavia, era già stato annunciato che il trend positivo sarebbe potuto non durare. “Questo risultato è sicuramente una buona notizia per l’economia italiana, ma le recenti analisi, come gli indicatori di fiducia Istat, suggeriscono che nel secondo trimestre di quest’anno la crescita italiana continuerà a ristagnare” ha dichiarato Nicola Nobile, economista di Oxford, citato dal Financial Times. Nonostante l’espansione, la produzione italiana rimane ancora del 5% al di sotto del suo livello del 2008. La lenta crescita economica del Paese mina le possibilità di ridurre l’ampio rapporto tra debito pubblico e PIL. Tale rapporto rimane il secondo più grande dell’Unione Europea, dopo la Grecia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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