Nuovo attacco Houthi: Arabia Saudita minaccia “misure serie”

Pubblicato il 20 giugno 2019 alle 17:15 in Arabia Saudita Yemen

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Il portavoce della coalizione saudita in Yemen, Turki al-Maliki, ha dichiarato che un missile da crociera è stato lanciato da un gruppo di ribelli Houthi contro una centrale di dissalazione situata nella città saudita di al-Shuqaiq, nel sud del Paese. L’uomo ha riferito che la coalizione, in seguito a questo episodio, potrebbe prendere “misure serie e tempestive per fermare la milizia terroristica yemenita”. “I terroristi responsabili della pianificazione e della realizzazione di questo attacco saranno chiamati a risponderne”, ha aggiunto al-Maliki. Da parte loro, gli Houthi, supportati dall’Iran, hanno confermato di aver eseguito il lancio.

Il missile ha colpito, di preciso, una stazione elettrica vicino alla centrale ma non è chiaro se ci siano state vittime o danni gravi. Il portavoce dei ribelli, il Brigadiere Yahya Sari, ha comunque esultato per l’attacco, affermando che “Grazie a Dio, una grande postazione del nemico saudita è stata colpita”. Nel mese scorso, gli Houthi avevano minacciato di voler attaccare 300 obiettivi militari chiave di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Yemen.

I ribelli yemeniti hanno intensificato gli attacchi nella regione nell’ultimo periodo. Il 15 giugno offensive via cielo con droni sono state lanciate contro gli aeroporti di Jizan e Abha, nell’Arabia Saudita meridionale, rendendoli inagibili. Qualche giorno prima, il 12 giugno sempre l’aeroporto di Abha era stato colpito da altri missili da crociera Houthi, provocando circa 30 feriti. Il giorno precedente, l’11 giugno, 3 missili di tipo Zelzal 1 avevano attaccato postazioni dell’esercito saudita nella provincia di Asir e causato la morte di diversi soldati. Lo stesso giorno i ribelli Houthi, hanno annunciato di aver sferrato attacchi per mezzo di droni contro la base aerea “Re Khaled”, situata nei pressi di Khamis Mushait, nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita. Mercoledì 19 giugno, alcuni parlamentari della Lega Araba si sono riuniti al Cairo, in Egitto, e hanno esortato le Nazioni Unite a inserire gli Houthi nella lista delle organizzazioni terroristiche, accusandoli di numerosi attacchi contro l’Arabia Saudita.

Tale scenario di tensioni si inserisce nella cornice della guerra civile in Yemen, scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi. Secondo fonti saudite, la missione sarebbe in linea con il diritto internazionale e umanitario e alcuni ufficiali militari hanno assicurato che prenderanno tutte le misure necessarie a proteggere i civili.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli.

I dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone.

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Chiara Gentili

di Redazione

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