Zelenskij: sanzioni unico mezzo efficace contro Mosca

Pubblicato il 19 giugno 2019 alle 7:48 in Russia Ucraina

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Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskij ha detto che le sanzioni anti-russe sono i soli mezzi diplomatici per ottenere risultati concreti, e che dovrebbero essere estese, finché non portano ad una tregua nella regione del Donbass e la restaurazione dell’integrità territoriale del paese.

“Siamo convinti che le sanzioni dovrebbero essere mantenute fino al ripristino dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina” – ha affermato Zelenskij in un’intervista rilasciata in Germania, dove si trova in visita di stato. A suo avviso, “le sanzioni sono l’unico mezzo di pressione” su Mosca, “uno strumento diplomatico per raggiungere un risultato”.

Per risultato – ha chiarito Zelenskij – “intendo una tregua e il ripristino dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina, se questo strumento non funziona, allora il meccanismo delle sanzioni deve essere ampliato”. Il presidente dell’Ucraina ritiene che “le sanzioni possono essere rafforzate se non hanno l’impatto desiderato”.

Secondo il capo dello Stato ucraino, le autorità di Kiev credono negli accordi di Minsk e sperano che risolvano il conflitto nell’est del paese.  “Fino ad ora, ci fidiamo del processo di Minsk. Speriamo che egli proponga una soluzione”, ha spiegato “L’abbiamo lanciato in un nuovo modo per negoziare il raggiungimento di una tregua e il rilascio di prigionieri, ma non possiamo aspettare altri cinque anni perché gli ucraini muoiono ogni giorno”.

“Prenderemo in considerazione ogni altra opportunità per negoziare, se necessario, nel formato Normandia [Russia, Germania, Francia e Ucraina] o in qualunque altro formato” – ha aggiunto. Zelensky ha assicurato inoltre che il suo obiettivo è “portare la pace in Ucraina con mezzi diplomatici”. “Finiscono tutte le guerre, faremo di tutto per realizzare una tregua e porre fine alla sofferenza della nostra gente il prima possibile. Dobbiamo dare ai diplomatici la possibilità di riprendere i negoziati in un momento in cui le armi taceranno”. “Spero che questo segnale venga ascoltato a Mosca” – ha aggiunto, specificando allo stesso tempo che “la Crimea appartiene all’Ucraina”. “Ci auguriamo che sarà presto restituita” – ha affermato il presidente ucraino, che ha concluso dicendosi pronto a discutere con Putin della situazione nel Donbass e in Crimea.

Zelenskij ha iniziato martedì 18 giugno una visita a Berlino, la prima come capo dello stato ucraino. Il programma prevede vertici con il presidente della Repubblica federale di Germania Frank-Walter Steinmeier, con la cancelliera Angela Merkel e un incontro con gli imprenditori ed attori economici della Repubblica federale di Germania.

“Per quanto riguarda il Donbass, si dovrebbe parlare non a Putin, ma agli abitanti del Donbass, sono l’interlocutore immediato e sulla Crimea non c’è niente da dire” – ha commentato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. L’alto funzionario russo ha dichiarato ai giornalisti che Putin non ha ancora contatti con Zelenskij in agenda. Secondo lui, sarà possibile parlare di qualcosa di concreto dopo aver formalizzato un’intesa e soprattutto dopo essersi accordati su “ciò che Kiev intende davvero in termini di attuazione degli accordi di Minsk” e in termini di normalizzazione delle relazioni bilaterali.

In precedenza, in un’intervista al canale Mir TV, Putin aveva espresso la speranza per il ripristino delle relazioni tra Russia e Ucraina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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