Tunisia: nuova legge elettorale, il favorito non potrà candidarsi

Pubblicato il 19 giugno 2019 alle 18:45 in Africa Tunisia

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Il parlamento tunisino ha emendato, martedì 18 giugno, la legge elettorale. La modifica apportata non consente, secondo quanto riportato da Reuters, la candidatura alle prossime elezioni presidenziali del favorito, l’uomo d’affari Nabil Karoui, proprietario di una emittente televisiva privata attiva in Tunisia, la Nesma.

Secondo l’emendamento, la commissione elettorale tunisina non potrà più accettare le candidature di coloro che ricevono finanziamenti esteri, che sono coinvolti in “associazioni di carità”, nel corso dell’anno precedente la competizione elettorale.

Tale modifica esclude quindi la candidatura di Karoui, che nel 2017 aveva dato vita alla “Fondazione Khalil Tounes”, il cui obiettivo è quello di fornire aiuto ai bisognosi del Paese. Alla fondazione era stato dato particolare rilievo dall’emittente televisiva di Karoui.

Per tale ragione, il proprietario della Nesma ha dichiarato che tale legge è stata adottata per  “escluderlo dalle presidenziali esattamente dopo che i sondaggi hanno fatto emergere che milioni di tunisini avevano intenzione di votare” per Karoui. In tale contesto, il favorito alle presidenziali, in testa anche rispetto all’attuale premier, ha dichiarato che la mossa del parlamento non sia altro che “un forte passo indietro nei confronti della nascente democrazia”.

Da parte sua, il portavoce del governo, Iyad Dahmani, ha dichiarato che ai partiti politici era già stato impedito dal 2014 di ricevere supporto da fondi provenienti di associazioni di carità o fondi esteri.

Karoui era già stato obiettivo di una incursione della polizia nel mese di aprile presso gli uffici della Nesma, le cui trasmissioni erano state interrotte con l’accusa di aver violato il codice delle emissioni televisive. A tale critica, la Nesma aveva replicato che il governo stava tentando di reprimere le critiche che l’emittente rivolgeva alle autorità statali.

Le prossime elezioni presidenziali si terranno il 17 novembre, a circa un mese dalle elezioni parlamentari, previste per il prossimo 6 ottobre.

Tra i candidati alle prossime elezioni presidenziali, vi è anche l’ex primo ministro, Hamadi Jebali, politico islamista che ha guidato il Paese dal 2011 al 2013, a seguito della Primavera Araba.

La Tunisia è l’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011. Tuttavia, tale transizione è stata frenata da problemi economici che hanno causato diverse proteste. Lo scorso 7 gennaio, i cittadini tunisini sono scesi in piazza in almeno dieci cittàper manifestare contro le misure di austerity, che hanno causato l’aumento delle tasse e dei prezzi, imposte dal governo tunisino per ridurre il deficit crescente e contrastare la crisi economica.

Visto il fallimento dei 9 governi che si sono susseguiti dal 2011 nel risanare i problemi economici del Paese, una crescente attenzione si sta diffondendo tra chi ha prestato denaro al Paese, tra cui compare il Fondo Monetario Internazionale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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