Servizi russi: Occidente sperimenta guerra ibrida in Venezuela

Pubblicato il 19 giugno 2019 alle 12:34 in Russia Venezuela

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L’Occidente sta sperimentando in Venezuela un “meccanismo universale di guerra ibrida” – ha avvertito il direttore del Servizio di Intelligence estero della Federazione russa (SVR), Sergeij Nariškin, che ha paragonato il logorio cui è sottoposto il Venezuela al lavoro un virus che distrugge un organismo senza presentare i sintomi per decenni.

“Le rivoluzioni colorate [nelle repubbliche ex-sovietiche] orchestrate dall’Occidente sono iniziate con la rete di raccolta delle informazioni sui conflitti espliciti e latenti, sulle difficoltà economiche e  sui problemi sociali, sulle rivalità e sulle guerre di clan, ecc. che sono state utilizzate in seguito per influenzare la situazione e mettere in moto processi distruttivi un paese specifico” – ha detto Nariškin intervenendo martedì 18 giugno ad un forum internazionale di alti funzionari della sicurezza che si svolge nella città russa di Ufa.

“Tutto può essere il detonatore: la dissoluzione di manifestanti pacifici come in Libia o in Siria, la morte di un comune cittadino come in Grecia o in Tunisia, una frode elettorale come in Georgia e Ucraina” – ha detto il direttore della SVR.

“Al momento opportuno – ha aggiunto – i movimenti di protesta si sincronizzano, il che provoca il crollo del precedente sistema politico e l’ascesa al potere di una nuova forza. Attraverso canali controllati, un nuovo modello comportamentale viene introdotto nella coscienza collettiva, mentre nei media dominanti viene orchestrata una campagna di propaganda per convincere le masse che non c’è alternativa e giustificare un intervento, se necessario”.

“L’implementazione più visibile di questo scenario è ora il Venezuela” – ha dichiarato Nariškin.

Per il capo dell’intelligence russa, la guerra ibrida è il risultato dell’elaborazione di un algoritmo universale di operazioni continue di influenza nascosta su scala globale, un lavoro sovversivo che non fa distinzione tra amici e nemici e che non cessa mai, sia in tempo di pace, sia in crisi o guerra.

“Può essere paragonato all’attività di un virus che può distruggere l’organismo umano senza manifestarsi per decenni e, una volta scoperto, è già imbattibile molte volte” – ha concluso.

Da gennaio il paese latinoamericano sta affrontando l’ennesima ricrudescenza della grave crisi politica ed economica che attraversa ormai dal 2014. Lo scorso 5 gennaio Juan Guaidó è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione. Il 23 gennaio Guaidó, si è autoproclamato presidente ad interim del Paese, in risposta al giuramento di Maduro, eletto nel maggio precedente e non riconosciuto dall’opposizione. La mossa di Guaidó è stata appoggiata dagli Stati Uniti e da oltre 50 paesi. La Russia, che ha inviato negli ultimi mesi alcuni suoi militari a Caracas, si è schierata a fianco di Maduro, sostenuto inoltre da Cuba, Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Bolivia, Iran e Nicaragua.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di russo e spagnolo

di Redazione

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