Parlamento arabo: gli Houthi, un gruppo terroristico

Pubblicato il 19 giugno 2019 alle 20:15 in Medio Oriente Yemen

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Il presidente del parlamento arabo, il dottor Meshaal bin Fahm al-Salami, ha affermato che i membri di tale organismo si stanno adoperando per classificare le milizie dei ribelli sciiti Houthi come un gruppo terroristico, sottolineando che questi ultimi hanno spesso ostacolato l’arrivo degli aiuti umanitari forniti dalle Nazioni Unite.

La dichiarazione è giunta nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente della Camera dei deputati yemenita, Sultan al-Barqani, ad Il Cairo, in cui le Nazioni Unite hanno invitato il gruppo di ribelli Houthi a non ostacolare la consegna di aiuti umanitari.

Con “parlamento arabo” si fa riferimento al parlamento della Lega araba, istituito nel 2001. Si tratta di organismo composto da rappresentanti dei Paesi membri della Lega. Nello specifico, 4 per ciascuno stato.  Se da un lato la Lega araba è un’organizzazione internazionale di carattere prevalentemente politico che riunisce tutti i Paesi la cui popolazione è a maggioranza araba, dall’altro lato, il parlamento è considerato uno dei più importanti meccanismi di azione parlamentare araba congiunta, oltre ad essere uno strumento efficace di cooperazione e coordinamento.

Da parte sua, Al- Barqani ha dichiarato che lo Yemen è talvolta preso di mira in qualità di ponte di transito per raggiungere altri luoghi. Pertanto, in tali casi, l’obiettivo è minare la sicurezza della regione e del mondo arabo in generale e non solo dello Yemen. A detta del presidente della Camera, inoltre, le milizie Houthi sono una “banda terrorista” che distrugge tutto nello Yemen, e che ha rivolto lo sguardo anche verso altri Paesi vicini, come dimostrato dagli attacchi all’aeroporto di Abha, in Arabia Saudita, a partire dal 12 giugno scorso. Al- Barqani ha evidenziato che, anche in questo caso, gli strumenti per il soccorso sono stati sequestrati dalle milizie.

Gli Houthi hanno respinto il sistema adottato dal Programma Alimentare Mondiale (WFP) per frenare il furto di aiuti umanitari, sotto l’egida Nazioni Unite, che hanno, a loro volta, invitato a trovare prove evidenti del saccheggio di tali aiuti da parte dei ribelli sciiti. Alcuni organismi internazionali hanno invece dichiarato che tali saccheggi non possono essere eliminati, ma i regimi moderni possono contribuire a ridurre la loro portata.

In tale contesto, anche il direttore esecutivo del World Food Programme (WFP) di Sana’a, Stephen Anderson, in una lettera, ha accusato gli Houhti di frode e di appropriazione delle risorse alimentari destinate ai civili ma utilizzate per nutrire le proprie milizie. Il direttore esecutivo ha cercato per 12 mesi di ottenere un impegno scritto da parte Houthi circa un cambiamento del loro comportamento, ma senza successo. Tale situazione l’ha portato ad informare il Consiglio di sicurezza della gravità della situazione umanitaria.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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