Kuwait: l’emiro in visita in Iraq

Pubblicato il 19 giugno 2019 alle 16:28 in Iraq Kuwait

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L’emiro del Kuwait, lo sceicco Sabah al-Ahmad è giunto in Iraq il 19 giugno per la seconda visita ufficiale dall’inizio del proprio mandato.

L’emiro è stato ricevuto dal presidente iracheno, Barham Saleh. La prima visita in Iraq era avvenuta nel 2012, in cui Sabah al-Ahmad aveva presieduto la delegazione kuwatiana in un incontro della Lega araba svoltosi a Baghdad. Ora, le due parti si sono dette pronte a discutere delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, oltre alle questioni e agli sviluppi più rilevanti nell’arena regionale.

Il viceministro degli Esteri kuwaitiano, Khalid Al-Jarallah, ha dichiarato che l’incontro si inserisce nel quadro delle “relazioni di fratellanza” dei due Paesi. Pertanto, la visita dell’emiro è di importanza rilevante e, a detta di Al-Jarallah, il Kuwait è pronto a prestare la massima attenzione alle relazioni con l’Iraq e a svilupparle ulteriormente, in tutti i campi. Inoltre, l’emiro offrirà il suo sostegno a Baghdad nelle operazioni di ricostruzione e nelle attività necessarie ad affrontare le ripercussioni degli atti terroristici nel Paese.

Nonostante la rottura provocata dal regime dell’ex leader iracheno, Saddam Hussein, e l’invasione del Kuwait del 2 agosto 1990, con le relative conseguenze, le acque sembrano essersi calmate e le relazioni tra Iraq e Kuwait hanno ricevuto un nuovo slancio negli ultimi tempi.

Tuttavia, la visita si colloca in un clima di tensioni crescenti nell’area del Golfo, in cui l’Iraq teme di diventare un teatro di scontro tra Iran e USA, in particolare dopo che, il 19 maggio, un missile è stato lanciato nella “Green Zone” di Baghdad, ovvero un’area fortificata della capitale che ospita edifici governativi e ambasciate straniere, tra cui quella statunitense.

L’emiro del Kuwait, aveva dichiarato, il 27 maggio scorso, che bisogna essere cauti e preparati di fronte alle tensioni della regione del Golfo, le cui conseguenze e sviluppi potrebbero essere pericolosi. Secondo lo sceicco, la prudenza è la chiave per preservare la sicurezza e la pace dell’area ed è necessario salvaguardare quanto realizzato sino ad ora all’interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), una garanzia nella lotta alle sfide attuali.

Il Kuwait, insieme all’Oman, è uno dei Paesi del Golfo relativamente pacifico, caratterizzato da una politica estera indipendente e da una posizione neutrale. Lo Stato ha svolto un ruolo rilevante nel mediare la crisi del Golfo, scoppiata il 5 giugno 2017, quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, con l’accusa di aver finanziato e sostenuto le organizzazioni terroristiche. Successivamente, il 1 gennaio 2018, il Paese, dopo una pausa di circa 40 anni, è divenuto membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’organo dell’organizzazione internazionale, la cui responsabilità principale è il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Lo Stato del Golfo era entrato a far parte delle Nazioni Unite nel 1963, ma era stato eletto come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza soltanto una volta, nel biennio 1978-1979.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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