Georgia: milizia “anti-gay” contro il Pride

Pubblicato il 18 giugno 2019 alle 12:40 in Europa Georgia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gruppi di autonominati “miliziani anti-gay” hanno invitato i loro sostenitori a interrompere il primo evento dell’orgoglio LGBT nella storia della Georgia, che si svolgerà a Tbilisi da oggi 18 giugno fino a lunedì 23. La polizia della capitale ha affermato di non poter garantire la sicurezza dei partecipanti al Pride. 

“Noi ci organizzeremo in brigate dei cittadini, ci uniremo in una legione” – ha dichiarato Levan Vasadze, imprenitore milionario erettosi a custode dei valori tradizionali e noto per la sua retorica anti-gay, in occasione di  un raduno il 16 giugno scorso. “Tra di noi ci sono molte persone con esperienza militare, atleti famosi, giocatori di rugby, lottatori di wrestling … se i propagandisti della perversione tentano di organizzare una sorta di dimostrazione, spezzeremo qualsiasi cordone di polizia” – ha minacciato Vasadze.

Le minacce mettono in dubbio la possibilità di tenere regolarmente quello che sarebbe il primo evento LGBT Pride nel Caucaso post-sovietico, pianificato come una serie di eventi tra il 18 e il 23 giugno che culminerà in quella che gli organizzatori chiamano una “Marcia della dignità”.

Vasadze – spesso chiamato “cavaliere” dopo aver ricevuto il titolo dai discendenti della famiglia reale della Georgia, deposta nel XIX secolo ai tempi dello Zar Nicola I – ha anche avvertito i diplomatici e gli attivisti occidentali di non farsi coinvolgere nell’incombente scontro. “Abbiamo sentito che molti sodomiti stranieri stanno venendo qui. Anche se gli ambasciatori di tutto il mondo si lamentano di questo governo, non li lasceremo andare avanti con questa manifestazione” – ha detto il leader della milizia “anti-gay”.

Gli organizzatori del Tbilisi Pride hanno chiesto alla polizia di rispondere alle minacce e di fornire garanzie di sicurezza per i loro eventi. “Il Tbilisi Pride chiede al ministero dell’Interno di iniziare immediatamente un’indagine sulla dichiarazione fatta da Levan Vasadze oggi” – ha scritto il Tbilisi Pride in un comunicato, in cui si ricorda, tra l’altro, che l’evento è stato organizzato al termine di numerose riunioni con il governo georgiano.

“Tutti gli elementi di un crimine sono evidenti: si sta creando un gruppo per limitare il diritto di alcune persone a muoversi liberamente e per limitarne la libertà” – scrive il Tbilisi Pride, aggiungendo che l’appello di Vasadze conteneva una diretta minaccia di violenza.

Il 17 giugno il ministero dell’Interno ha dichiarato di aver avviato un’indagine sulla creazione di una formazione paramilitare illegale. “Non so chi sia questo sedicente cavaliere, ma chiunque solleva la mano contro un ufficiale di polizia subirà conseguenze” – ha detto ai giornalisti Natia Mezrishvili, vice ministro dell’interno.

Tre giorni prima, il 14 giugno, alcuni teppisti hanno attaccato gli attivisti per i diritti LGBT che si erano radunati davanti all’edificio dell’amministrazione del governo per chiedere protezione contro i gruppi di odio durante la settimana dell’orgoglio. La polizia ha lottato per tenere lontani gli aggressori e diverse persone sono state arreste. Gli assalitori trattenuti, tuttavia, sono stati rilasciati il giorno seguente, condannati dal tribunale a pagare le multe.

Se i vigilanti seguiranno le loro minacce, non sarebbe la prima volta che Tbilisi vive una violenza simile. Nel 2013, una folla guidata da sacerdoti attraversò un cordone di polizia per attaccare una piccola manifestazione per i diritti LGBT nel centro della città, un evento che le organizzazioni per i diritti umani definirono all’epoca come “tentato pogrom”.

In vista degli eventi di quest’anno, la chiesa georgiana ortodossa, molto influente, ha di nuovo condannato i piani dei georgiani LGBT di manifestare. “Il modo di vivere degli individui LGBT è un peccato di sodomia e quindi va contro la fede cristiana, gli insegnamenti religiosi tradizionali e i valori morali” – ha scritto il patriarcato, l’organo di governo della Chiesa ortodossa georgiana, in una dichiarazione del 14 giugno. La chiesa ha preso le distanze da ogni potenziale violenza, ma ha dato la colpa alla potenziale violenza degli organizzatori del Pride: “Quando un piccolo gruppo cerca di imporre il suo punto di vista all’intera popolazione, questo naturalmente provoca una reazione”. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.