Cipro-UE: veto sull’allargamento se non interviene sulla Turchia

Pubblicato il 18 giugno 2019 alle 19:12 in Cipro Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I diplomatici di Cipro presso l’Unione Europea hanno dichiarato di aver intenzione di porre il veto sull’ingresso di altri Stati nell’Unione fino a quando Bruxelles non interverrà duramente nei confronti della Turchia.

Tale decisione è stata comunicata lunedì 17 giugno in occasione di un incontro sull’ingresso di alcuni candidati, tra cui i Paesi della regione balcanica, ovvero Kosovo, Serbia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina. In tale circostanza, i diplomatici ciprioti hanno reso noto che prima di procedere avrebbero voluto notare da parte dell’Unione Europea un atteggiamento duro nei confronti della Turchia. La richiesta dipende dalle trivellazioni offshore del Paese di Ankara avviate ad Est dell’isola di Nicosia, ritenute “illecite”, essendo l’area interessate ritenuta di competenza del governo cipriota greco.

In tale contesto, Cipro, insieme alla Grecia, ha dichiarato di essere pronto a richiedere l’adozione da parte dei Paesi membri dell’Unione Europea di misure sanzionatorie contro la Turchia, qualora la situazione non dovesse rientrare. Parallelamente, Nicosia ha chiesto ad Ankara di “interrompere le estrazioni illecite”.

Al termine dell’incontro in sede europea, i leader degli Stati membri non sono riusciti ad adottare una dichiarazione condivisa sull’ingresso dei nuovi Paesi, in parte per via dell’opposizione di Cipro. 

A seguito di tale risultato, il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, ha dichiarato di sentirsi “fiducioso” che l’Unione assuma una posizione dura nei confronti della Turchia che, a detta di Nicosia, è colpevole di “allontanarsi progressivamente dall’Unione Europea”.

In risposta a una domanda sull’eventualità che Nicosia potesse bloccare l’avvio della procedura formale per l’ingresso di ulteriori Paesi, previsto per martedì 18 giugno, il presidente Anastasiades ha affermato: “Lasciateci decidere sulla base di sviluppi concreti. Non si raggiungono gli obiettivi sulla base di dichiarazioni che ricordano la retorica turca”.

La disputa tra il governo greco-cipriota e la Turchia si inserisce nell’ambito della più ampia questione cipriota, ossia la disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, il cui territorio risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota.

Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

Da oltre 40 anni, i leader turco-cipriota e greco-cipriota, insieme ai rappresentanti dei Paesi garanti (Turchia, Grecia e Regno Unito), hanno avuto colloqui sostenuti dalle Nazioni Unite, volti a risolvere la controversia. L’ultimo round negoziale si è svolto nel luglio 2017, presso la località svizzera di Crans-Montana, ma si è risolto in un fallimento.

In considerazione di tale clima, il 30 gennaio 2019, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato all’unanimità la risoluzione sull’estensione del mandato della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite con sede a Cipro (UNFICYP), che rimarrà attiva almeno fino al 31 luglio 2019.

Secondo quanto ricostruito da Reuters, i territori circostanti l’isola di Cipro risulterebbero essere ricchi di gas naturale, risorsa che Nicosia già vende a Egitto e Israele.

Vista la presenza di tali giacimenti, intorno alla fine del mese di maggio 2019, una nave per trivellazioni turca ha ormeggiato ad Ovest dell’isola, all’interno di un’area la cui competenza territoriale è stata reclamata dalle autorità cipriote. Una seconda nave turca potrebbe inoltre ormeggiare nei prossimi giorni nella stessa area. Da parte sua, la Turchia ha dichiarato di agire all’interno della propria area di competenza.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.