Yemen: esperti iraniani morti nel tentativo di lanciare un missile

Pubblicato il 17 giugno 2019 alle 18:11 in Medio Oriente Yemen

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Fonti yemenite, il 17 giugno, hanno rivelato che alcuni esperti iraniani sono morti nel tentativo di lanciare un missile dalla base aerea di Dulaimi, nella capitale Sana’a.

Tale base aerea al momento sarebbe controllata dalle milizie di ribelli Houthi. Le stesse fonti hanno riportato che, oltre agli esperti iraniani, anche membri Houthi sarebbero morti in seguito all’esplosione del missile. Tuttavia, non sono stati forniti altri dettagli.

La base aerea di al-Dailami si trova vicino all’Aeroporto Internazionale di Sana’a. Secondo la coalizione in favore della legittimità nello Yemen, le milizie Houthi avrebbero trasformato tale luogo in una caserma militare e una base per il lancio di aerei da guerra e missili balistici iraniani, volti ad effettuare operazioni terroristiche che minano la sicurezza regionale ed internazionale.

La capitale Sana’a è stata colpita il 12 giugno scorso da aerei della coalizione a guida saudita, che hanno preso di mira diversi campi militari yemeniti. L’attacco giunge in risposta ai missili da crociera lanciati dal gruppo di ribelli sciiti il 12 giugno, contro l’aeroporto civile di Abha, nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi. Secondo fonti saudite, la missione sarebbe in linea con il diritto internazionale e umanitario e alcuni ufficiali militari hanno assicurato che prenderanno tutte le misure necessarie a proteggere i civili.

Il 14 maggio, il gruppo sciita ha altresì lanciato una serie di bombardamenti con droni contro un oleodotto in Arabia Saudita. Nel rivendicare l’attacco, i ribelli Houthi lo hanno definito una risposta agli attacchi da parte saudita contro infrastrutture civili yemenite. L’Arabia Saudita ha accusato l’Iran di aver ordinato l’attacco alle infrastrutture petrolifere e ha bombardato Sana’a. Gli ultimi raid contro la capitale, che si erano verificati il 15 maggio, avevano causato la morte di 6 civili.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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