Un nuovo attacco Houthi contro aeroporto saudita

Pubblicato il 17 giugno 2019 alle 8:55 in Arabia Saudita Yemen

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Il gruppo di ribelli sciiti Houthi, nelle prime ore del 17 giugno, ha annunciato di aver nuovamente colpito con droni l’aeroporto saudita di Abha, situato nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita.

Secondo quanto riportato dai ribelli stessi, in seguito all’attacco, condotto con droni di tipo K2, la navigazione aerea da e per l’aeroporto sarebbe stata interrotta. Tuttavia, al momento, le autorità saudite non hanno ancora né confermato né smentito l’attacco.

L’offensiva giunge dopo una serie di attacchi mirati verso lo stesso aeroporto. Il primo è stato condotto lo scorso 12 giugno, quando missili da crociera lanciati dal gruppo di ribelli sciiti hanno causato almeno 26 morti. In tale occasione, il portavoce ufficiale delle forze della coalizione a guida saudita, Turki al-Maliki, aveva commentato l’accaduto descrivendolo un chiaro attacco contro “oggetti e soggetti civili” che godono di uno status di protezione speciale, ai sensi del diritto internazionale umanitario. La serie di eventi dimostrerebbe che tali “milizie terroristiche” hanno acquisito nuovi armi di qualità, grazie anche al sostegno da parte iraniana, che continuerebbe a favorire il “terrorismo oltreconfine”. In risposta a tale offensiva, aerei della coalizione hanno colpito, il 13 giugno, diversi campi militari yemeniti situati a Sana’a. 

Successivamente, il 15 giugno, nuovi attacchi hanno interessato non solo l’aeroporto di Abha ma anche quello di Jizan, situato nel Sud del Paese, causando l’interruzione dei servizi aerei. Gli Houthi avrebbero descritto l’accaduto come parte di un’operazione più ampia e “di qualità”, promettendo al regime saudita “giorni più dolorosi” finché l’aggressione e l’assedio in Yemen non finiranno.

Tale scenario di tensioni si inserisce nella cornice della guerra civile in Yemen, scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

Da parte Houthi, il 26 maggio, è stato lanciato un primo attacco con drone contro gli hangar militari dell’aeroporto saudita di Jizan, non distante dalla frontiera con lo Yemen, rappresentando il terzo raid aereo nel giro di una settimana. Tale aeroporto è stato nuovamente interessato da attacchi con droni da parte dei ribelli yemeniti, il 9 giugno scorso.

Il 14 maggio, il gruppo sciita ha altresì lanciato una serie di bombardamenti con droni contro un oleodotto in Arabia Saudita. Nel rivendicare l’attacco, i ribelli Houthi lo hanno definito una risposta agli attacchi da parte saudita contro infrastrutture civili yemenite. L’Arabia Saudita ha accusato l’Iran di aver ordinato l’attacco alle infrastrutture petrolifere e ha bombardato Sana’a. Gli ultimi raid contro la capitale, che si sono verificati il 15 maggio, hanno causato la morte di 6 civili.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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