Turchia: gli S400 arriveranno a luglio

Pubblicato il 17 giugno 2019 alle 17:12 in NATO Turchia

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La Turchia ha previsto l’inizio della consegna dei sistemi balistici di produzione russa, gli S-400, per il mese di luglio, secondo quanto annunciato dal presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan.

La dichiarazione, rilasciata dal capo di Stato turco la scorsa domenica, 18 giugno, è giunta in un momento di tensioni tra Ankara e Washington, causate dall’incompatibilità dei missili russi con i mezzi di aviazione militare americana, gli F-35, in dotazione della Turchia e degli alleati della NATO.

In tale contesto, gli americani avevano avviato alcune trattative con la Turchia per cercare di sostituire gli S-400 con il sistema balistico di produzione Raytheon, azienda statunitense. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Erdogan, martedì 4 giugno, l’offerta degli Stati Uniti “non era ancora ai livelli degli S-400” russi. Per tale ragione, il presidente turco aveva comunicato, il giorno successivo, di aver “raggiunto un accordo con la Russia” e di non voler fare “alcuna marcia indietro”.

In risposta a tali dichiarazioni, gli Stati Uniti avevano, venerdì 7 giugno, deciso di interrompere il programma di addestramento per i militari turchi che dovevano recarsi su suolo americano per formarsi in merito all’utilizzo dei velivoli militari caccia F-35.

Ciò nonostante, la Turchia aveva più volte dichiarato che non avrebbe comunque rinunciato ai piani per acquistare gli S-400 dalla Russia che, da parte sua, aveva reso noto che anche nelle condizioni attuali avrebbe rispettato i termini della consegna ad Ankara.

La conferma della disponibilità da parte della Russia ha incentivato la Turchia a perfezionare l’acquisto, avvenuto lo scorso 13 giugno. In tale occasione, il presidente Erdogan aveva dichiarato di aver completato l’acquisto degli S-400 e di sperare di ricevere i sistemi balistici entro il mese successivo. A pochi giorni da tale annuncio, domenica 16 giugno, Erdogan ha confermato di credere che “la consegna avrà inizio entro la prima metà del mese di luglio”.

Parallelamente, in merito al rapporto con gli Stati Uniti, la Turchia ha reso noto che la questione verrà sollevata in occasione dell’incontro tra Erdogan e il suo omologo statunitense, Donald Trump, previsto per il mese di giugno, nel corso del prossimo G-20. 

Tra le questioni da risolvere in tale circostanza, l’annuncio da parte degli Stati Uniti di aver intenzione di espellere la Turchia dal programma relativo agli F-35, di cui la Turchia non risulterebbe solo acquirente, ma anche partner, qualora Ankara non avesse cambiato idea sull’acquisto degli S-400.

La questione si rivela cruciale dal momento che Ankara aveva in precedenza dichiarato di aver intenzione di acquistare dagli Stati Uniti ulteriori 100 aerei caccia militari prodotti dalla Lockheed.

Il graduale avvicinamento della Turchia alla Russia preoccupa gli Stati Uniti, i quali non vogliono che Ankara, uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, membro della NATO dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca. I funzionari USA e NATO hanno ripetutamente dichiarato che le armi russe non possano essere integrate nel sistema di difesa della NATO.

Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, secondo quanto affermato dalla Russia, in grado di intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Gli S-400, con un’autonomia di circa 250 miglia, possono intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio, e sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015. Oltre alla Turchia, anche Cina e India hanno dichiarato di essere interessati al sistema balistico di produzione russa.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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