Stati Uniti – Polonia: le risposte alle accuse della Russia

Pubblicato il 17 giugno 2019 alle 18:31 in Polonia USA e Canada

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L’accordo concluso tra la Polonia e gli Stati Uniti in materia di difesa non è altro che una “misura necessaria per la sicurezza di Varsavia”, secondo quanto dichiarato dall’ambasciatore americano in Polonia, Georgette Mosbacher.

La dichiarazione del diplomatico statunitense è arrivata in risposta alle accuse da parte di Mosca secondo cui l’invio di 1.000 truppe in Polonia sarebbe in realtà una mossa aggressiva di Washington.

In aggiunta a tali preoccupazioni, secondo quanto dichiarato dall’ex comandante delle forze speciali russe, Vladimir Shamanov, l’invio delle truppe americane “comporta anche il rischio che i droni degli Stati Uniti trasportino armi nucleari”.

In risposta a tali accuse, l’ambasciatore statunitense a Varsavia aveva dichiarato che le vere intenzioni degli americani siano in realtà “puramente difensive, finalizzate a rendere un Paese in grado di difendere i propri confini”. Tale elemento si rivela particolarmente strategico, dato che la Mosbacher ha sottolineato come la Polonia rappresenti “il confine orientale della NATO, oltre che un alleato fondamentale”. Per tale ragione, gli Stati Uniti “hanno tutto l’interesse di agire in maniera difensiva”, ha reso noto la diplomatica.

L’accordo sulla difesa tra Stati Uniti e Polonia era stato firmato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, insieme all’omologo di Varsavia, Andrzej Duda, mercoledì 12 giugno, in occasione della visita del presidente polacco alla Casa Bianca.

Oltre all’arrivo di 1.000 truppe americane in Polonia, l’accordo prevede che la Polonia si faccia carico del costo necessario per sostenere l’invio delle truppe americane aggiuntive. In particolare, la Polonia dovrà sostenere le spese relative la costruzione di basi e infrastrutture necessarie per l’accoglienza delle truppe.

L’incremento delle truppe era stato annunciato già nel mese di ottobre 2018, quando il capo dell’ufficio per la sicurezza nazionale polacco, Pawel Soloch, aveva parlato dell’importanza di una “più ampia presenza americana nel Paese”, da concretizzarsi istituendo una base militare permanente prima delle elezioni generali del mese di novembre 2019.

La presenza americana su suolo polacco era stata definita essenziale per scongiurare la minaccia posta dalla Russia. Tuttavia, nel corso dell’incontro del 12 giugno con Duda, Trump non ha definito l’invio delle truppe nell’Est Europa come una misura di deterrenza nei confronti della Russia.

La Polonia è tra i Paesi membri della NATO che spendono più del 2% del PIL in difesa. Nel 2017, Varsavia ha deciso di aumentare gradualmente la spesa per la difesa passando dal 2 al 2,5% del suo prodotto interno lordo. Ciò significa che la spesa annuale dovrebbe raddoppiare a circa 80 miliardi di zloty (21 miliardi di dollari) entro il 2032.

Negli ultimi anni, la Polonia ha già acquistato dagli Stati Uniti diversi sistemi di difesa missilistica Patriot e razzi di artiglieria HIMARS (High Mobility Artillery Rocket Systems). Il Paese aveva annunciato nel 2016 un piano di approvvigionamento pari a circa 50 miliardi di dollari da spendere per lo più in armi made in USA e nella modernizzazione dei sistemi di comando e controllo.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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