Italia – Stati Uniti: Salvini in visita a Washington

Pubblicato il 17 giugno 2019 alle 18:01 in Italia USA e Canada

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Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, è arrivato, lunedì 17 giugno, a Washington per la sua prima visita ufficiale negli Stati Uniti.

Nel corso della visita, secondo quanto reso noto dal Ministero dell’Interno italiano, Salvini incontrerà il segretario di Stato americano, Michael Pompeo, e il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence.

Prima di partire per Washington, il ministro dell’Interno italiano aveva rilasciato una intervista alla CNN, durante la quale aveva tracciato le linee di quelli che sarebbero stati i temi dei suoi incontri negli Stati Uniti. Il leader della Lega italiano, nonché vicepremier, aveva annunciato che il tema principale che avrebbe affrontato con i vertici americani sarebbe stato l’immigrazione. A tal proposito, Salvini aveva dichiarato di aver “seguito molto da vicino” l’approccio di Washington “nei confronti dell’immigrazione illecita”, ma di non essere d’accordo sulla separazione dei bambini dai propri genitori. Riguardo tale questione, Salvini aveva affermato: “Cerchiamo di fare il possibile per non dividere le famiglie. I bambini per legge non possono essere allontanati dal Paese. Detto ciò, non sono io a dover insegnare al presidente Trump come gestire tali questioni, ma sono contento di come stiamo affrontando la crisi migratoria in Italia”.

Il secondo tema su cui il vicepremier italiano si è esposto, e che riprenderà in occasione degli incontri con i vertici americani, riguarda l’Iran. A tal proposito, Salvini ha reso noto che l’Italia ha smesso di cooperare economicamente con tale Paese e che “si tratta di uno Stato che crede di poter cancellare un altro Stato dalla faccia della terra”, alludendo ad Israele. In tale contesto, secondo il vicepremier, l’Iran “non è un Paese con cui si possa avere un dialogo”, motivo per il quale l’accordo sul nucleare “andrebbe ripensato”.

Il terzo punto sull’agenda degli incontri con Pence e Pompeo riguarderà “la situazione politica in Libia, Iran e Venezuela”, nonché le eventuali partnership da avviare in tali Paesi.

Data la molteplicità di temi, la visita di Salvini a Washington si pone, a detta del vicepremier, come tentativo dell’Italia di “tornare ad essere il principale partner degli Stati Uniti nell’Europa continentale”.

In tale contesto, Salvini ha dichiarato di essersi recato negli Stati Uniti “non solo per interessi economici e commerciali, ma anche per via di una visione condivisa del mondo, dei valori, del lavoro, della famiglia e dei diritti”. Nello specifico, in risposta ad una domanda sui punti in comune con l’agenda politica del presidente Trump, Salvini ha dichiarato: “Sarebbe troppo semplice dire il controllo dell’immigrazione e la lotta al terrorismo di matrice islamica. Per tale ragione, dirò che abbiamo in comune le visioni in materia di riforma fiscale, sistema di tassazione, politica di difesa e protezione dell’economia nazionale”.

Nel corso della giornata, il vicepremier avrà inoltre modo di partecipare ad una cerimonia presso la tomba del milite ignoto all’interno dell’Arlington National Cemetery e di incontrare il presidente di Americans for Tax Reform, Grover Norquist.

La visita di Salvini presso gli Stati Uniti arriva a 6 giorni di distanza dall’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri italiano, della versione finale del decreto sicurezza bis, avvenuta martedì 11 giugno. Il decreto ha introdotto disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica. Le nuove misure riguardano il contrasto all’immigrazione illegale, il potenziamento dell’efficacia dell’azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza ed il contrasto alla violenza in ambito delle manifestazioni sportive.

I primi 4 articoli di tale decreto sono dedicati al tema dell’immigrazione. Il primo articolo riguarda il potere di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale. Il secondo articolo è rivolto contro le navi delle ONG che soccorrono i migranti, per le quali sono previste alcune sanzioni. Il terzo articolo l’estensione delle procedure distrettuali antimafia ai reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il quarto articolo prevede finanziamenti per il potenziamento delle operazioni di polizia sotto copertura.

Secondo le stime del Ministero dell’Interno, in Italia, dal primo gennaio al 12 giugno 2019, sono sbarcati 2.144 migranti, cifra che segna una diminuzione di oltre il 96% rispetto ai dati relativi allo stesso periodo del 2018. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono tunisina, pakistana, irachena, algerina e ivoriana.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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