Egitto ed Emirati: massima solidarietà verso le sfide del Golfo

Pubblicato il 17 giugno 2019 alle 15:27 in Egitto Emirati Arabi Uniti

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, ha incontrato, domenica 16 giugno, il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti (EAU), lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ed ha ribadito il sostegno del proprio Paese nell’affrontare le sfide attuali.

In particolare, il presidente  ha evidenziato la solidarietà dell’Egitto nei confronti degli Emirati Arabi Uniti ed il proprio interesse nel seguire i recenti sviluppi delle tensioni nella regione del Golfo, facendo riferimento soprattutto agli ultimi incidenti che rappresentano una minaccia pericolosa per la sicurezza della navigazione marittima. Al- Sisi si è poi detto d’accordo nel sostenere gli sforzi profusi nell’ambito della lotta al terrorismo, una delle principali minacce alla stabilità in Libia.

Da parte sua, lo sceicco emiratino ha elogiato il ruolo dell’Egitto e gli sforzi profusi dal Paese per raggiungere la stabilità nella regione. Il ministro ha altresì posto l’accento sulla situazione attuale regionale, evidenziando la necessità di rafforzare la solidarietà e la cooperazione tra tutti i Paesi del mondo arabo, con l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza e far fronte alle difficoltà e alle sfide del momento.

Nel corso dell’incontro sono state toccate diverse questioni regionali, tra cui la situazione in Libia e in Sudan. Circa il primo Paese, entrambe le parti si sono dette a sostegno degli sforzi antiterrorismo per stabilire la sicurezza in Libia e nell’intera regione. La stabilità in Libia sarebbe la chiave per assicurare i diritti costituzionali del popolo libico e le loro ambizioni.

Per quanto riguarda il Sudan, Al- Sisi e Al Nahyan hanno espresso la propria solidarietà verso il popolo sudanese, con la speranza di riuscire a sopravvivere alla fase critica attuale. Le due parti hanno poi riaffermato i loro continui sforzi per cercare soluzioni politiche alle crisi vissute anche in Yemen e Siria, con l’obiettivo di porre fine alla sofferenza delle popolazioni di questi Paesi. A tal proposito, per lo sceicco emiratino ed il presidente egiziano è importante sostenere la sovranità, l’integrità territoriale e la protezione dei beni e guadagni nazionali.

Infine, EAU ed Egitto hanno sottolineato il grande desiderio di consolidare le “relazioni fraterne” per raggiungere interessi comuni e migliorare la sicurezza e la stabilità della regione.

Lo scenario politico in Medio Oriente è divenuto particolarmente instabile negli ultimi mesi, a causa di tensioni riguardanti soprattutto USA ed Iran. A partire dall’8 maggio 2018, data in cui il presidente americano, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare, le relazioni bilaterali tra i due Paesi sono peggiorate, a causa della re-imposizione delle sanzioni contro Teheran.

Nel quadro di tali crescenti tensioni, il 13 e 14 maggio, si sono verificati attacchi e atti di sabotaggio contro petroliere e mezzi navali appartenenti all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, a largo delle coste dell’emirato di Fujairah, nei pressi dello Stretto di Hormuz. A tal proposito, Abu Dhabi non ha accusato nessun Paese specifico per l’accaduto ma ha espresso la propria preoccupazione circa la minaccia iraniana. Il 7 giugno scorso, gli EAU, insieme alla Norvegia e all’Arabia Saudita, hanno dichiarato in sede ONU che i risultati delle prime indagini sugli attacchi alle navi hanno evidenziato come si trattasse di un’operazione “sofisticata e coordinata”, portata avanti molto probabilmente da un attore statale.

Un ultimo evento che ha acceso nuovamente le tensioni nel Golfo si è verificato il 13 giugno scorso, quando due grandi esplosioni hanno interessato alcune petroliere nel Golfo di Oman, a largo delle coste dell’Iran. In tale quadro, gli Stati Uniti hanno incolpato Teheran degli attacchi  e si sono detti alla ricerca del consenso internazionale contro le minacce alla sicurezza dei carichi via mare, nonostante l’Iran abbia respinto le accuse di coinvolgimento nella duplice esplosione.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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