Camerun: bomba di separatisti uccide 4 poliziotti

Pubblicato il 17 giugno 2019 alle 6:00 in Africa Camerun

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Il governo camerunense ha reso noto che i separatisti nella regione anglofona del Paese hanno detonato un ordigno artigianale uccidendo 4 poliziotti e ferendone altri 6. 

“Il governo condanna fermamente questo atto criminale, perpetrato da banditi armati e terroristi senza fede e senza legge”, si legge poi nel comunicato governativo divulgato domenica 16 giugno. Il dispaccio informa che l’aggressione è avvenuta nella sera del giorno prima, sabato 15 giugno, lungo una strada in prossimità del distretto di Eyumojock, nella regione sud-occidentale del Paese. Nessun gruppo separatista, in seguito all’attacco, ha rivendicato l’accaduto. 

È raro che i militanti separatisti si avvalgano di ordigni esplosivi, ma non si tratta della prima volta, sebbene questo sia il primo caso in cui una bomba si rivela letale per i target. L’attacco è avvenuto dopo che entrambe le parti, governo e separatisti, si erano dette aperte al dialogo. Il primo ministro del Paese, Joseph Ngutem ha affermato che il governo ha intenzione di parlare con i ribelli, ma non esaudirà domande relative a una ipotetica secessione.

11 movimenti in rappresentanza del Camerun anglofono, tra cui anche le principali fazioni armate, nel mese di maggio si erano dette intenzionate a tentare una mediazione con i leader del Paese. 

Le tensioni in Camerun sono scoppiate nel novembre 2016, quando insegnanti e avvocati anglofoni nelle regioni Sud-occidentali e Nord-occidentali del Paese hanno cominciato a protestare, poiché frustrati per essere obbligati a insegnare in lingua francese. I disordini hanno raggiunto il picco di violenza il primo ottobre 2017, quando i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, zona che comprende le aree meridionali del Paese africano in cui la lingua europea prevalente è l’inglese.

Le radici della divisione linguistica risalgono alla fine della Prima Guerra mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di dividere il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori francesi e inglesi. In seguito all’indipendenza dalla Francia nel 1960, nel 1961, il Camerun del Sud, sotto dominazione inglese, si è unito alla Repubblica del Camerun. Tuttavia, ancora oggi gli indipendentisti sostengono che, alla fine del regime coloniale, all’Ambazonia non fu mai data la possibilità di scegliere l’indipendenza. Tali rivendicazioni sono state alimentate nel corso degli anni dalle politiche discriminatorie del governo di Yaounde nei confronti della minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione.

Finora, il conflitto con i separatisti anglofoni ha causato la morte di oltre 400 persone. Nel novembre 2017, il presidente Paul Biya, che ha vinto il settimo mandato alle elezioni del 7 ottobre scorso, dichiarò che la crisi in corso era “una vera e propria guerra”. Nonostante molti politici abbiano esortato il leader a cercare un dialogo con i separatisti, l’85enne Biya si è sempre rifiutato, ritenendo che il Camerun “è uno e indivisibile”. L’Onu ha condannato sia l’esercito camerunese sia i ribelli per l’eccessivo e non necessario uso ella forza.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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